Gianluca Gazzoli si apre per la prima volta sul suo delicato problema cardiaco: convive da adolescente con un defibrillatore impiantato sotto il petto, uno strumento che gli salva la vita ogni volta che il cuore accelera pericolosamente. Tra ricordi personali e il racconto del giovane calciatore Edoardo Bove, il conduttore di Passa dal BSMT trasforma la propria esperienza in un messaggio di resilienza e coraggio.
Un percorso di passione e resilienza per Gianluca Gazzoli
Classe 1988, Gazzoli è diventato una voce e un volto riconosciuto tra i giovani e non solo, riuscendo a coniugare la tradizione della radio con le nuove forme di comunicazione digitale. Dal lavoro in grandi network come Radio Deejay, dove conduce la fascia quotidiana Gazzology, fino alla creazione del podcast Passa dal Basement, il conduttore ha costruito una carriera in cui autenticità e curiosità sono al centro: “Per circa 17 anni non l’ho mai raccontato a nessuno per tanta paura. Ma credo nel potere positivo della condivisione ed è per questo che ho deciso di parlarne ancora una volta, insieme a Edoardo Bove per raccontare la sua storia”.
La sua esperienza personale, unita a una patologia cardiaca scoperta da adolescente sui campi da basket, si intreccia con la passione per il lavoro e la responsabilità verso il pubblico: “Ad un certo punto era diventato evidente, svenivo giù a terra”, ricorda, “ma ho imparato a gestire tutto e a trasformare la mia vita in un esempio per gli altri”.
Con il libro Scosse e le numerose interviste ai giovani artisti delle Nuove Proposte, Gazzoli dimostra che è possibile affrontare sfide personali, condividere paure e successi, e trasformare le difficoltà in stimolo per vivere una vita piena e significativa.
La confessione drammatica di Gianluca Gazzoli: “Il cuore poteva fermarsi”
Gianluca Gazzoli ha scelto di aprirsi su un aspetto della sua vita che per anni ha custodito lontano dai riflettori. In un episodio del suo podcast Passa dal BSMT, in cui ha intervistato il giovane calciatore Edoardo Bove, recentemente sottoposto a un defibrillatore sottocutaneo dopo un arresto cardiaco in campo, Gazzoli ha deciso di condividere la propria esperienza: “Da quando ho 15 anni vivo con un defibrillatore impiantato sotto il petto. Il mio cuore, a volte, senza preavviso, inizia a battere sempre più forte”.
Racconta come quei momenti possano essere drammatici: “La testa comincia a girare, piego la schiena, mi tengo il petto… sto per svenire ma rimango cosciente: aritmie ventricolari di grave entità. Ogni volta che il mio cuore supera i battiti consentiti, il defibrillatore scarica una serie di scosse che mi ribaltano a terra pur di tenermi in vita”.
Per lungo tempo Gazzoli ha scelto di non parlare della sua condizione, ma la condivisione è diventata per lui un mezzo di resilienza: “I battiti troppo accelerati del mio cuore che hanno rischiato di uccidermi hanno anche scandito le tappe fondamentali della mia vita, insegnandomi a non abbattermi mai e a vivere ogni occasione al massimo”.
Dal palco di Sanremo alle registrazioni del podcast, il conduttore non solo racconta la propria battaglia, ma diventa un punto di riferimento per chi affronta sfide simili, dimostrando come la forza interiore e la determinazione possano trasformare la fragilità in esempio.