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Covid, Pregliasco: “Serve la terza dose, un colpo di coda del virus è ancora possibile”

Covid, Pregliasco: “Serve la terza dose, un colpo di coda del virus è ancora possibile ed è sempre così, il malato si cura solo quando sta male”

Fabrizio Pregliasco

Covid, Fabrizio Pregliasco è categorico: “Serve la terza dose e un colpo di coda del virus è ancora possibile”. Secondo l’immunologo milanese, che ha esternato le sue convinzioni a La Provincia di Como, è sbagliato pensare che sia tutto finito e bisogna puntare tutto sulla somministrazione dei richiami.

“L’orientamento di massima resta fare una nuova dose a sei mesi. Diciamo che a breve le terze dosi verranno estese progressivamente a tutta la popolazione. Da fine mese agli over 65 e da metà novembre anche agli over 60”. 

Pregliasco: “Serve la terza dose, il malato non si deve curare solo quando sta male” 

E in merito ai tempi non proprio rapidissimi della somministrazione delle terze dosi  per una sorta di scetticismo diffuso Pregliasco, che punta molto anche sulle precauzioni individuali, ha detto: “È incredibile ma è sempre così, il malato si cura solo quando sta male”.

Insomma, ritenersi fuori pericolo è “un errore”. 

“Serve la terza dose, guardiamo Regno Unito e Russia”: le parole di Fabrizio Pregliasco

“Lo insegnano Paesi come il Regno Unito e la Russia che hanno gestito male la campagna vaccinale e dove i contagi sono tornati a salire in maniera importante e ci sono conseguenze purtroppo anche in termini di ricoveri e decessi. Un colpo di coda è ancora possibile”. Poi la chiosa, che da locale, cioè comasca, diventa mainstream. 

La Delta Plus e il monito di Fabrizio Pregliasco: “Serve la terza dose” 

Spiega Pregliasco: “Stiamo riaprendo tutto, tornando a vivere la normalità, in più il clima volge verso la stagione invernale. Sono tutti fattori che favoriscono il virus. Un sussulto, una recrudescenza della pandemia può essere dettata anche dalla nuova variante, la Delta plus. Nel Regno Unito si sta moltiplicando in maniera vistosa, ma anche in Italia stiamo isolando i primi casi”.

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