Gianni Infantino resta alla guida della FIFA dopo il vertice di crisi a Rabat: il presidente ha ottenuto il sostegno dei dirigenti nonostante le polemiche sul progetto di apertura ai privati e l’ammissione di “errori” nella gestione della vicenda.
Crisi rientrata alla FIFA: Infantino incassa la fiducia dei vertici dopo il caso FFE
La crisi ai vertici della FIFA si è conclusa con la conferma di Gianni Infantino alla guida della federazione internazionale, nonostante le forti tensioni esplose nelle ultime settimane. Nel corso del vertice straordinario convocato a Rabat, in Marocco, il presidente ha ricevuto il “pieno sostegno” dei dirigenti dell’organizzazione, mentre la stessa FIFA ha riconosciuto che nella gestione del controverso progetto sono stati commessi “errori“.
Al centro della vicenda c’era il piano FIFA Forward Enterprise (FFE), che prevedeva la creazione di una società incaricata di amministrare i diritti commerciali e operativi delle competizioni FIFA, compresi i Mondiali di calcio, con la possibilità di cedere il 20% delle quote a investitori privati per un valore di diversi miliardi di dollari.
L’iniziativa, portata avanti senza un preventivo confronto con le 211 federazioni affiliate e con gli organi direttivi, ha provocato una dura reazione internazionale. UEFA, CONCACAF e Asian Football Confederation (AFC) hanno respinto con decisione il progetto, mentre dall’Europa era arrivata persino l’ipotesi di un boicottaggio delle competizioni FIFA. Anche all’interno della federazione non sono mancate prese di distanza: Arsène Wenger ha definito l’abbandono del piano “assolutamente necessario”, mentre l’ex consigliere strategico Carlos Cordeiro si è dimesso denunciando il rischio di “ipotecare il futuro del calcio”.
Le scuse della FIFA e il dietrofront sul progetto
Durante la riunione di Rabat, convocata d’urgenza da Infantino dopo il fallimento del progetto, la FIFA ha ammesso pubblicamente le criticità emerse nella gestione della vicenda. In una nota ufficiale, l’organizzazione ha riconosciuto che “Il processo avrebbe dovuto essere gestito diversamente” e che “sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è trapelata ai media”, precisando che una lettera di scuse è stata inviata sia al Consiglio FIFA sia alle associazioni membri. La federazione ha inoltre annunciato l’avvio di una revisione interna, i cui risultati saranno presentati nella prossima riunione del Consiglio. Il comunicato conferma anche il definitivo ritiro del piano: “La proposta è ora fuori discussione“. In cambio del sostegno ricevuto dai dirigenti, Infantino ha assicurato il proprio impegno a ristabilire un clima di collaborazione all’interno dell’organizzazione.
La FIFA ha infine ribadito che “non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, al suo buon governo e al suo giusto processo” e che adotterà tutte le misure necessarie per tutelare nome, reputazione e credibilità della federazione. La vicenda rappresenta uno dei momenti più delicati della presidenza Infantino e mette in evidenza come il tentativo di aprire il calcio mondiale ai capitali privati abbia incontrato una forte opposizione politica da parte delle principali confederazioni, evidenziando i limiti dell’autonomia decisionale della governance FIFA.
