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Studente usa spray al peperoncino a scuola: “Uno scherzo”

Uno studente di 20 anni ha usato uno spray al peperoncino a scuola, costringendo il personale d'istituto a evacuare la struttura.

Studente usa spray al peperoncino a scuola: "Uno scherzo"

Spray al peperoncino per scherzo. La bravata di uno studente di 20 anni, iscritto all’istituto Parentucelli Arzelà di Sarzana ha costretto il personale della scuola a far evacuare la struttura. Un gioco che poteva far perdere all’autore dello scherzo l’intero anno scolastico, scongiurato dalla scelta del consiglio di classe di fissare per lui una sospensione dalle lezioni del mattino, per svolgere lavori di volontariato socialmente utili.

Un “gioco” pericoloso

Quello dello spray al peperoncino è un “gioco” pericoloso. Tuttavia, il fenomeno è sempre più in frequente tra le aule scolastiche. Motivo? Inconsapevolezza degli alunni. Gli studenti, infatti, nella quasi totalità dei casi non si rendono conto degli effetti che lo spray può avere. L’episodio di Sarzana è stato denunciato ai Carabinieri, che hanno scoperto come il giovane si fosse appropriato dello strumento di autodifesa, prendendolo di nascosto dalla borsa della sorella maggiore.

Altri casi a Lodi, Palermo e Mantova

Lo scherzo coinvolge tutte le fasce d’età. Nel 2018 il primato della bravata se l’è aggiudicato Lodi: l’artefice dello scherzo era stata una ragazzina di 11 anni. Per lei, la scuola ha disposto la sospensione dalle lezioni, nonché l’obbligo di presentare una ricerca sulle sostanze tossiche, che la studentessa esporrà in classe. “La ragazzina non aveva assolutamente idea di cosa poteva succedere ai compagni“, ha dichiarato la responsabile dell’istituto, Maria Rosa Sbarufatti, che ha aggiunto come la soluzione della ricerca obbligatoria sia necessaria per far comprendere alla studentessa quali rischi avrebbe potuto provocare per se stessa e per gli altri.

Gli altri 2 casi, insieme a quello di Sarzana sono quello di Palermo e Mantova, rispettivamente accaduti il 21 e il 18 settembre 2018. Il 15 enne di Mantova che ha spruzzato lo spray si è però beccato una punizione leggera, dal momento che lo stesso ragazzo ha dichiarato di essere rimasto spaventato degli effetti del suo stesso scherzo.

Il problema è l’aumento degli spray

Troppi spray al peperoncino in circolazione. Intervistata dal sito Tpi, la professoressa Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato come il puntare il dito sugli autori della bravata non sia il nocciolo del problema. La vera fonte di pericolo è l’aumento della circolazione degli stessi spray.

La loro funzione è strettamente legata all’autodifesa, ma come indica la Ferraris, la loro pericolosità equivarrebbe al possesso di un’arma da fuoco. Certo, gli effetti sono diversi, ma il loro grado di pericolosità sarebbe dello stesso valore. La differenza vera tra le armi e gli spray al peperoncino sta più che altro nella normativa: mentre le prime sono giustamente sottoposte a una specifica serie di leggi, i secondi no, anzi.

Vista la loro apparenza innocua, gli spray stessi traggono in inganno i ragazzi, alla stessa maniera dei petardi. I giovani non si curano tanto delle conseguenze, esaltati come sono dall’idea di fare uno scherzo decisamente sopra le righe.

Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in "Lettere moderne" a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.


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Andrea Danneo

Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in "Lettere moderne" a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.

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