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Ponte Morandi, rubavano agli sfollati: tre patteggiamenti

Dopo il crollo del ponte Morandi furono arrestate tre donne scoperte a rubare nelle case degli sfollati. Il processo si chiude con il patteggiamento.

ponte Morandi

A causa del crollo del ponte Morandi a Genova, circa seicento persone sono state sfollate e decine di appartamenti sono rimasti vuoti e incustoditi. Le forze dell’ordine avevano così attivato delle pattuglie anti-sciacalli, per monitorare e controllare la “zona rossa” (soprattutto in via Fillak e via Porro) ed evitare razzie all’interno delle abitazioni abbandonate.

Sciacalli nelle case degli evacuati

Fin da subito infatti erano giunte infatti segnalazioni di furti o effrazioni nella zona, attività criminali facilitate dal fatto che molte persone dopo il cedimento del ponte sono scappate lasciando spesso aperte porte e finestre.

Nonostante questo già il 16 agosto, a due giorni dal crollo, gli sciacalli erano entrati in azione. Tre donne di etnia sinti infatti erano state arrestate nella notte, colte in flagranza mente con arnesi da scasso stavo cercando di entrare in un alcune case della zona rossa, quelle in via San Donà del Piave a Rivarolo.

A quattro mesi di distanza il processo a carico delle tre ladre, di età compresa tra i 18 e i 45 anni, si è concluso con il patteggiamento. Il 20 dicembre 2018 il gup del tribunale di Genova ha infatti inflitto alle due donne di 36 e 45 anni una pena di due anni e due mesi di reclusione, che dovranno scontare in carcere avendo esaurito tutti i benefici di legge.

La 18enne invece ha patteggiato una condanna ad un anno e otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale, e non andrà in prigione.

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