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Omicidio Stefania Crotti, l’autopsia rivela: quattro colpi alla testa

L'autopsia condotta sul corpo carbonizzato della vittima ha rivelato i segni di ferite alla testa. Il sospetto degli inquirenti: forse bruciata viva.

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L’autopsia condotta sul corpo di Stefania Crotti, la donna uccisa e bruciata a Gorlago, nella bergamasca, ha rivelato una storia diversa da quella raccontata dai suoi presunti aguzzini. Chiara Alessandrini, l’amante del marito, ha ammesso agli inquirenti l’omicidio parlando di una “spinta durante un litigio”. Secondo quanto ora trapelato, Stefania, 42 anni e madre di una bambina di 7, sarebbe invece stata vittima di una violenta aggressione: gli esami hanno infatti evidenziato i segni di alcuni colpi alla testa (almeno quattro) presumibilmente sferrati con quel martello rinvenuto vicino al suo corpo carbonizzato.

L’interrogatorio dell’amante: “Non ho bruciato il corpo”

Alla Alessandrini la procura avrebbe contestato la premeditazione, giustificata da almeno un possibile sopralluogo nei boschi di Erbusco, nelle colline della Franciacorta, dove è stato trovato il cadavere della vittima.

“La mia assistita ha risposto alle domande e ha ricostruito quanto accaduto, ribadendo di non aver bruciato il corpo”, ha dichiarato al termine dell’interrogatorio l’avvocato della difesa Gianfranco Ceci. “Stiamo valutando se effettuare una perizia psichiatrica” avrebbe aggiunto il legale della donna.


Attirata in una trappola

Le ricostruzioni degli inquirenti aveva già evidenziato alcune discrepanze con il racconto dell’accusata, rivelando un omicidio tutt’altro che dovuto ad una lite improvvisa, come l’imputata continua a sostenere: la vittima sarebbe stata attirata sul luogo del delitto con la promessa di una serata romantica. “Ti amo” diceva il bigliettino che Stefania pensava scritto dal marito. Così si era convinta a farsi bendare e portare da un amico ignaro fino a casa della sua aguzzina.

Ad aspettarla però c’era solo l’amante del coniuge che l’avrebbe prima colpita a martellate per poi bruciarne il corpo. Sull’auto di Chiara Alessandri sarebbe stata anche rinvenuta, a quanto riporta Repubblica, una tanica di benzina.

Il sospetto: bruciata viva

Ad ogni modo, gli esami sul corpo della vittima, eseguiti nei laboratori di medicina legale degli Spedali Civili di Brescia, non hanno stabilito con certezza il momento del decesso. Ad ora non è chiaro se il corpo di Stefania sia stato dato alle fiamme prima o dopo la sua morte. Secondo quanto raccontato dall’assassina, la donna avrebbe colpito la testa sulla porta dopo una spinta sferrata nel corso di quello che continua a definire un tentativo di chiarimento. Gli inquirenti sospettano però che la vera causa della morte possano essere quei colpi di martello sferrati contro il cranio della vittima.


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