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Bergamo, uccise fratello e cognata: infermità mentale, niente carcere
Cronaca

Bergamo, uccise fratello e cognata: infermità mentale, niente carcere

Il 44enne Maurizio Novembrini, che uccise il fratello e la cognata in una sala slot, eviterà il carcere per infermità mentale.

L’uomo che sparò al fratello e alla cognata, uccidendoli, non verrà incarcerato. Dopo aver concluso che il 44enne Maurizio Novembrini manca dell’incapacità di intendere e di volere, l’udienza prevista per il 5 marzo porterà probabilmente al ricovero in un istituto psichiatrico.

Caravaggio, infermità mentale per duplice omicida

Il 10 aprile 2018 Maurizio Novembrini uccise a colpi di pistola il fratello Carlo e la compagna della vittima, Maria Rosa Fortini. La vicenda si svolse in una sala slot di Caravaggio, in provincia di Bergamo. Tuttavia Maurizio non sconterà la pena in carcere: la difesa, durante il processo giudiziario in cui era accusato di omicidio plurimo, aveva già cominciato ad avvertire i segni di un’eventuale incapacità di intendere e di volere del 44enne, originario della Sicilia. E così, davanti al gip, nel novembre 2018, venne richiesta la perizia psichiatrica. A seguito degli accertamenti portati a termine, il perito ha concluso che Maurizio Novembrini ha compiuto il duplice omicidio soffrendo di una “psicopatologia paranoicale“, come riporta L’eco di Bergamo.

Alla base del raptus che ha portato alla folle sparatoria, secondo l’accusa – si legge su TgCom24 – ci sarebbe una lite scoppiata tra i due fratelli, mentre Maurizio e la cognata non avrebbero avuto particolari dissapori. La donna semplicemente “si trovava nel posto sbagliato“.

Maurizio Novembrini è “socialmente pericoloso”

Segni premonitori della dichiarazione di infermità mentale di Maurizio Novembrini si sono avuti già immediatamente dopo l’arresto, mentre l’assassino era detenuto in cella. L’uomo, per paura di essere avvelenato, aveva dato fuoco a un materasso: chiari segni di disturbo paranoide della personalità, che portano il soggetto a essere “socialmente pericoloso“, aggiungono gli esperti. Dunque in attesa dell’udienza, prevista per il 5 marzo, l’uomo, residente a Treviglio, resterà ricoverato in un Rems (ex ospedale giudiziario), dove già si trova già da alcune settimane. L’esito dell’udienza porterà molto probabilmente all’assoluzione di Novembrini, che dovrà però continuare la sua permanenza nell’istituto psichiatrico. Certo, non è detto che questo sia necessariamente un luogo più sano di un carcere, come raccontano i fatti accaduti in un istituto psichiatrico statunitense.

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