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Omicidio Cerciello Rega, i messaggi di Lee Elder: “Non so se torno”

Nei cellulari dei due americani accusati di essere gli autori dell'omicidio di Mario Cerciello Rega sono stati trovati messaggi rivolti ai familiari.

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Emergono nuovi significativi dettagli sull’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate lo scorso 26 luglio e per la cui morte sono al momento indagati gli americani Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth. A seguito delle analisi sei telefoni dei due ragazzi di 19 e 20 anni sono state infatti scoperte alcuni scambi di messaggi con i familiari in cui mostrano di essere coscienti di ciò che hanno fatto, oltre a numerose immagini di loro due mentre impugnano armi e maneggiano droghe e farmaci.

Omicidio Cerciello Rega, i messaggi di Elder

Nei messaggi trovati dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri si può vedere come Finnegan Lee Elder fosse consapevole di ciò che aveva commesso quella tragica sera. In una conversazione con la fidanzata, il ragazzo infatti le scrive: “Non so se torno”, al ché la giovane gli risponde di non uscire dalla sua stanza d’albergo.

Nell’informativa dei Carabinieri di legge inoltre come Lee Elder abbia informato la fidanzata: “In modo indiretto, di essere rimasto coinvolto in un evento che lo preoccupa a tal punto da dirle di amarla al di là di qualunque cosa fosse accaduta di lì a poco, confidandole, altresì, che “Non so se riesco a tornare”.

Le Forze dell’Ordine proseguono dichiarando come: “Tale esternazione dimostra che Elder Finnegan Lee è consapevole di aver ucciso un uomo e intende informare la sua fidanzata della possibilità di non far ritorno nel suo Paese, qualora dovesse essere individuato.

Non sembra esserci altra spiegazione logica al breve scambio di battute intercorse con la donna. Inoltre, alla richiesta di quest’ultima di non uscire dalla stanza dell’albergo, l’indagato risponde “Infatti no” troncando ulteriori possibili considerazioni”.

La conversazione con la madre

Nelle chat esaminate sul telefono di Natale Hiorth invece emerge un acceso diverbio scoppiato con la madre, che accusa il figlio di essere uno spacciatore: “Sei così pieno di merda [significa che è un bugiardo, ndr] che è incredibile. Dovresti cominciare a dirtelo ed allo stesso tempo chiedere a te stesso cosa io non faccio per te e cosa tu fai per me. Se hai bisogno di farmi passare per quella cattiva così puoi andartene, fare uso e vendere droga ed andare alle feste tutte le notti senza avere una vita che sia produttiva, puoi andare avanti e farlo.

Non mi sento colpevole nemmeno per un secondo perché sono più che ragionevole con te e tutto ciò che fai è approfittartene senza dare nulla in cambio”.

Conversazione che da inoltre un’altra dimensione del ruolo giocato da Natale Hjorth, considerato finora l’elemento debole del duo. Nell’interrogatorio dello scorso 26 luglio il giovane aveva infatti dichiarato: “Non ho mai fatto uso di droga e i soldi erano di Elder, io servivo solamente per pagare e contrattare. La stanza dell’albergo è stata prenotata e pagata da Elder. Io posseggo un coltellino molto piccolo, ma quando ho incontrato i carabinieri era nello zaino nell’albergo. Non mi sono accorto che Elder avesse quel coltello”. Affermazioni che sono però state in seguito smentite dal ritrovamento delle sue impronte digitali sul luogo dove venne nascosto il coltello usato per uccidere Cerciello Rega.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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