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Come funziona il Mose, sistema di paratie per proteggere Venezia

Il maltempo che ha colpito la città di Venezia nelle ultime ore sta facendo discutere l'opinione pubblica rispetto al Mose.

mose venezia
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I lavori per la realizzazione del Mose, ovvero il Modulo Sperimentale Elettromeccanico, iniziarono con il governo Berlusconi nel 2003. Si tratta di un sistema di paratie che separano la laguna di Venezia dal mare Adriatico, impedendo all’acqua alta di raggiungere la città. Il progetto originale, inoltre, prevedeva la costruzione di un’opera ingegneristica notevole composta da 78 paratoie mobili posizionate a Lido, Malamocco e Chioggia. Tuttavia, dopo l’inizio dei lavori, nel 2014 il Consorzio Venezia Nuova (Cvn) è stato commissariato dallo Stato. I lavori a quel punto si arrestarono. Nel luglio 2018, però, Francesco Ossola, l’amministratore straordinario di Cvn, spiegò che “ad oggi, sono completate le opere per una percentuale del 93 per cento”. Dunque la domanda sorge spontanea: come mai Venezia ha registrato un record storico del livello dell’acqua?

Cos’è il Mose di Venezia

Il maltempo che ha colpito la città di Venezia sta facendo discutere l’opinione pubblica rispetto al Mose, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico.

Si tratta di un’opera costata circa 7 miliardi di euro e ancora incompleta e inadatta a gestire le alte maree. L’idea del Mose venne lanciata ancora nei lontani anni Ottanta per difendere la città di Venezia dalle maree superiori ai 110 cm (quella attuale è di 187 cm). Nel corso del governo Berlusconi, nel 2003, sono iniziati i lavori, ma solo nel 2014 vennero posizionate 4 delle 78 paratie presenti nel progetto. Nel 2016, inoltre, l’opera ingegneristica avrebbe dovuto essere pronta per eventuali disastri. Ma “ad oggi – ha rivelato Francesco Ossola nel 2018 – sono completate le opere per una percentuale del 93 per cento“.

In mezzo al lungo iter per la realizzazione del Mose si nascondono, oltre a 16 anni, anche 7 miliardi di soldi pubblici, 35 arresti e 100 indagati tra funzionari pubblici e politici.

Tra i reati contestati, infatti, vi sono la creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni. Tra i responsabili di tutto ciò vi sono l’ex presidente della regione Veneto Giancarlo Galan, e l’allora ministro per l’Ambiente Altero Matteoli. Il primo venne condannato a 2 anni e 10 mesi, mentre per il secondo furono 4 anni.


Come funziona?

Il Mose è costituito da 4 barriere, a loro volta formate da 78 paratoie mobili e indipendenti tra loro, posizionate alle bocche dei porti di Lido, Chioggia e Malamocco. La loro funzione è quella di separare, solo temporaneamente, le acque della laguna di Venezia da quelle dal mare circostante con l’obiettivo di difendere la città dalle alte maree. La sala di controllo del Mose è situata all’Arsenale di Venezia e, nonostante l’opera in sé sia ancora incompiuta, è operativa già dal 2011.

A partire da allora, gli addetti ai lavori raccolgono importanti dati meteorologici e marini, elaborandoli per fornire previsioni. I dati servono, inoltre, per effettuare simulazioni del movimento delle barriere.

Alle paratie principali si aggiunge il cosiddetto “baby Mose“, un sistema già operativo per difendere il solo abitato di Chioggia.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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