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Detenuti scarcerati: circa la metà è in attesa di giudizio definitivo

La maggior parte di coloro che sono stati scarcerati durante l'emergenza coronavirus sono presunti mafiosi: molti sono in attesa del primo giudizio.

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Dei 376 detenuti per reati gravi che sono stati scarcerati per l’emergenza coronavirus tra cui i tre boss mafiosi sottoposti al 41 bis, circa la metà sono ancora in attesa di giudizio. Alcuni di loro stanno aspettando la prima sentenza mentre altri quella di Appello o Cassazione.

Detenuti scarcerati: 196 sono in attesa di giudizio

La lista che ha suscitato e continua a suscitare polemiche nel Ministero della Giustizia e nel Dap, tanto che l’ex capo ha anche rassegnato le dimissioni, contiene dunque moltissimi nomi di persone che sono ancora imputate e su cui il giudice non si è ancora pronunciato. Si tratta di presunti narcotrafficanti, individui che hanno legami con la criminalità organizzata o che hanno compiuto reati con l’aggravante mafiosa.

Scorrendo i nomi di coloro che per motivi di salute sono stati scarcerati, oltre ai boss al 41 bis Pasquale Zagaria, Francesco Bonura e Vincenzo Iannazzo e ad Andonio Sudato che si trovava nel regime di A.S. 1, si nota che circa un terzo non è ancora ricevuto una condanna in via definitiva. 125 detenuti stanno infatti aspettando il primo giudizio e sono pertanto ancora innocenti fino a prova contraria, pur accusati di qualcosa di grave.

Altri 71 sono poi stati condannati in primo grado o in Appello e attendono dunque la pronuncia del giudice di Appello o Cassazione. 196 persone in totale dunque senza un giudizio definitivo. A loro si aggiungono ulteriori 456 detenuti che hanno fatto richiesta di scarcerazione. Tra questi vi sono 255 definitivi e 231 in attesa di primo giudizio, imputati, appellanti e ricorrenti. Anche in questo caso dunque, pur accusati di reati gravi, non si tratta in toto di boss mafiosi che sono invece una minoranza.

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