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Malasanità a Civitanova Marche: bambino finisce in coma

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A Civitanova Marche un bambino di 9 anni è in coma, il padre parla di un episodio di malasanità.

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Nell’ospedale di Civitanova Marche si è verificato un chiaro episodio di malasanità che finirà in tribunale. Lunedì pomeriggio scorso, 6 luglio, una mamma e un papà hanno portato loro figlio di 9 anni al Pronto Soccorso del nosocomio in quando il ragazzino, reduce da una recente operazione alle adenoidi, aveva un’emorragia in corso.

Per l’attuale prassi legata al contenimento del Covid-19 ha potuto fare solo un triage al citofono: malgrado il bambino sanguinasse l’accesso gli è stato negato ed è stato invitato a recarsi nel reparto competente, l’otorinolaringoiatra. Qui il bambino è stato preso in cura, anche se i medici chiedono ai genitori l’accettazione del pronto soccorso. Nel frattempo il bambino si è aggravato: è in coma farmacologico, intubato, ed è stato trasferito al Salesi di Ancona, ospedale specializzato per i minori.

Malasanità a Civitanova: bambino in coma

Il papà del bambino ha deciso di chiamare i carabinieri e denunciare quanto avvenuto. Queste le sue parole al Resto del Carlino: “Appena starà meglio, agirò per querelare in sede penale e civile chi ha sbagliato. Il 24 giugno ha subìto un intervento alle adenoidi. È andato tutto bene e dopo tre giorni è stato dimesso con l’avvertimento di possibili emorragie come normali complicazioni.

Il 30 giugno, ha avuto la prima. Siamo andati al pronto soccorso, accoglienza perfetta, mio figlio è stato portato nel reparto di otorino, tenuto in osservazione un paio di giorni e dimesso. Ieri (lunedì, ndr ) un’altra emorragia. Verso le 14.30 – prosegue -, siamo corsi in ospedale. All’infermiera del triage ho detto che il bambino aveva una emorragia post operatoria. Mi risponde che dovevo portarlo in reparto e che non potevo accedere da lì, ma dovevo fare il giro e raggiungere l’ingresso principale, che è distante a piedi. Tamponavo il bambino con un asciugamano, la situazione era chiaramente critica, ma ci ha costretto a uscire. Arrivati in reparto, ci hanno detto che per ricoverarlo avevano bisogno dell’accettazione del pronto soccorso”.

“Ero incavolato nero – ammette il padre del bambino di 9 anni finito in coma -, anche perché ho visto che hanno fatto entrare un uomo per un’insolazione presa al mare, invece a mio figlio sanguinante hanno chiuso le porte”. L’uomo, mentre la moglie e il figlio sono nel reparto di otorino, si è recato in caserma per denunciare l’accaduto, ma mentre era in fila ha riceveto la notizia che suo figlio si era aggravato. “Mi sono precipitato in ospedale – dice il padre -, mio figlio era in sala operatoria e dopo un’ora e mezzo sono usciti i medici. Hanno detto che era tutto a posto, ma che il bambino andava tenuto sotto controllo e messo in coma farmacologico. È stato intubato e portato in eliambulanza al Salesi. Non mi pare che sia andato tutto bene. Adesso voglio chiarezza e voglio sapere perché ci è stato negato l’ingresso al pronto soccorso. Costringerci a camminare come e quanto ha influito sulle condizioni di mio figlio? Appena starà meglio, presenterò denuncia in sede penale e civile per avere giustizia”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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