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Carabinieri arrestati a Piacenza: Montella incastrato dalle microspie

Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati a Piacenza, incastrato dalle microspie installate dalla Guardia di Finanza nella sua auto.

Montella, incastrato dalle microspie
Giuseppe Montella incastrato dalle microspie in auto.

Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati a Piacenza, incastrato dalle microspie installate nella sua auto. A scoprirne la presenza, il meccanico dal quale aveva portato la vettura per alcune riparazioni, un’Audi nuova di zecca. Il mezzo lo aveva preso in una concessionaria veneta, nel quale l’appuntato aveva effettuato un raid: “Gli ho spaccato tutto e si sono pisciati sotto”, si sente in un’intercettazione.

Montella incastrato dalle microspie

“Peppe” Montella era quindi a conoscenza del fatto che la Guardia di Finanza lo tenesse sotto controllo, conosceva i suoi traffici tra Milano e Piacenza in accordo coi fratelli Giardino, carrozzieri.

Mentre uno di questi stava lavorando sull’Audi del carabiniere, dai bocchettoni dell’aria condizionata ha sentito arrivare uno strano rumore: c’era una microspia installata.

Il ragazzo ne ha parlato subito con l’appuntato, temendo potesse finire in manette per i traffici di droga, che però ha pensato subito al complotto contro di lui: “Lo ammazzo”, dice a Matteo riferendosi al fratello Daniele, che gestisce il traffico, “Ma cosa fai? Guarda che tu fai il carabiniere.

Paghi per due, risponde questo. Le microspie sono ovunque, persino nelle macchine degli amici e nelle altre che utilizza regolarmente.

Montella: “Serve un corriere”

Sembra però che a preoccuparlo fosse il possibile stallo dell’approvvigionamento di droga da Giardino, quindi i mancati guadagni dal traffico piuttosto che l’essere indagato. “Bisogna trovare un altro sistema, con il Covid non ti puoi muovere. La pagheremo di più”, ha detto durante una telefonata, “Serve un altro che viene da Milano e ce la porta fino a qua, capito?”.

L’idea di Montella era quella di ingaggiare un corriere fidato per ritirare gli stupefacenti direttamente “dai calabresi”, ma con questi poteva parlare solo Giardino: il perché lo dovrà spiegare l’ex carabiniere davanti al Gip.

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