×

Napoli, le discoteche protestano: “Non è colpa nostra”

Condividi su Facebook

A Napoli è scoppiata la protesta delle discoteche dopo la decisione del governo, che ne ha imposto la chiusura.

Discoteche
Discoteche

A Napoli le discoteche protestano per le nuove chiusure fino al 7 settembre, che porteranno sicuramente gravi danni economici. La curva dei contagi da coronavirus in Campania sta continuando a salire, con 46 positivi su 3389 tamponi. Si tratta dei numeri peggiori dalla fine di aprile e la chiusura dei locali notturni era inevitabile.

Questo stop, però, ha scatenato la protesta dei gestori dei locali, che temono gravi danni economici e che non si sentono responsabili per l’aumento dei contagi.

Le discoteche protestano contro la chiusura

Se i casi stanno aumentando non è certo per colpa nostra. Abbiamo ripreso a lavorare da due mesi, se davvero l’incremento fosse riconducibile alle nostre attività, si sarebbe verificato prima, non adesso” ha spiegato Enzo De Pompeis, presidente del Silb, sindacato della categoria, che ha spiegato che non è giusto che siano le discoteche a pagare per tutti.

Si tratta di una categoria molto vulnerabile e, secondo De Pompeis, al momento ci sta rimettendo nonostante non abbia nessuna colpa per l’aumento dei contagi. “Tanti ci considerano inutili, dimenticando che diamo lavoro a un sacco di persone e che un indotto enorme ruota intorno a noi” ha dichiarato Enzo De Pompeis. I gestori dei locali sono sempre più preoccupati per le conseguenze economiche. “È una tragedia. Anche perché le cose stavano iniziando ad andare per il verso giusto, nonostante le limitazioni.

All’inizio si incassava un quinto, poi si era arrivati fino al 50 per cento, comunque non male tenuto conto della situazione complessiva” ha spiegato De Pompeis.

Si è fatto tutto il possibile. Ci sono locali che hanno addirittura sistemato i termoscanner all’ingresso e distribuito mascherine ai clienti che non le avevano portate con sé” ha aggiunto, ma evidentemente non è stato abbastanza. Per quanto riguarda le foto degli assembramenti senza mascherina il presidente del Silba ha spiegato che non sempre una foto racconta tutta la verità.

“Al tavolo non è obbligatorio coprirsi il volto. A volte la mascherina si abbassa per bere. E comunque, la security fa sempre i controlli. Certo, non discuto che possano essersi verificati dei problemi. Ma per uno o due che sbagliano non si può rovinare un’intera categoria” ha aggiunto. “Protesteremo certamente. Io sono per il rinvio delle elezioni. Perché si può andare a votare e non a ballare?” ha concluso. Le discoteche resteranno chiuse fino al 7 settembre.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.