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Omicidio Willy, Marco Bianchi respinge le accuse: “Ero al cimitero”

Marco Bianchi si difende respinge le accuse dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte.

Marco Bianchi respinge le accuse
Marco Bianchi respinge le accuse

Continuano senza sosta le indagini per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte e Marco Bianchi respinge tutte le accuse. Il ragazzo, in carcere con l’accusa di aver ucciso il ragazzino insieme al fratello Gabriele, a Mario Pincarelli e a Francesco Belleggia sta cercando di difendersi, respingendo ogni accusa.

Marco ha raccontato di essere in un altro luogo, prima di essere stato contattato per intervenire nella rissa di Colleferro.

Marco Bianchi respinge le accuse

Sono uscite delle nuove rivelazioni davvero sconcertanti dai verbali dell’inchiesta sull’omicidio di Willy a Colleferro. Parte dell’interrogatorio di uno dei due fratelli Bianchi, Marco, è stata resa pubblica. Il ragazzo respinge tutte le accuse, dopo aver raccontato che prima di arrivare sul luogo del delitto stava avendo dei rapporti intimi in un cimitero insieme al fratello Gabriele, ad un amico e a tre ragazze di cui non conosce l’identità.


Marco Bianchi riferiva che allontanatosi dal pub in compagnia del fratello, di un amico e di tre ragazze delle quali non sapeva riferire il nome, mentre stavano consumando un rapporto sessuale vicino al cimitero, ricevevano una telefonata da parte del loro amico Michele Cercuozzi che gli chiedeva di intervenire in loro soccorso a Colleferro” è stato scritto nell’ordinanza di arresto per i ragazzi.

Ho spinto Willy perché stava discutendo in gruppo, poi mi sono allontanato… non ho dato nessun colpo” ha aggiunto Marco Bianchi. “Io ho solo spinto l’amico di Willy e poi arrivano Pincarelli e Belleggia, loro c’erano quando Willy è caduto in ginocchio” sono state le parole del fratello Gabriele.

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