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Dal 7 gennaio tornano zone rosse, arancioni e gialle: le regioni a rischio

Dal 7 gennaio torneranno zone rosse, arancioni e gialle: due le regioni sorvegliate speciali che potrebbero essere nella seconda fascia.

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Dal 7 gennaio 2020, data di scadenza del Decreto Natale, l’Italia tornerà ad essere divisa in zone rosse arancioni e gialle. Ad ammetterlo è stato il ministro Speranza il quale ha dichiarato che si tornerà “al sistema delle aree colorate“.

Zone rosse, arancioni e gialle dal 7 gennaio

Prima che entrassero in vigore le ultime norme, tutte le regioni si trovavano in fascia gialla. Ciò voleva dire che ci si poteva spostare liberamente da un territorio all’altro e che negozi, bar e ristoranti potevano rimanere aperti. Una volta scadute le misure anti contagio si valuterà la situazione epidemiologica di ogni regione in modo da valutare il colore da attribuirle.

Tra quelle che rischiano di diventare arancioni ve ne sono due in particolare che hanno registrato una lenta risalita dell’indice di contagio. Si tratta di Puglia e Veneto, inserite nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità nella lista dei territori a rischio alto come Liguria, Marche e Umbria. In particolare il Veneto da giorni conta più casi positivi di qualunque altra regione (dato che va legato anche ad un maggior numero di tamponi effettuati) e la Puglia sta registrando un aumento di ricoveri in terapia intensiva in controtendenza rispetto al dato nazionale che parla invece di una diminuzione costante.

Il medesimo studio dell’ISS aveva poi classificato 12 regioni siano a rischio moderato di cui quattro (Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta) ad elevata probabilità di progredire a rischio alto.

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