×

Vaccino Covid, Ippolito: “Medici e infermieri non possono rifiutarsi”

Condividi su Facebook

Ippolito: "Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori dosi di vaccino e così continuerà per tutto l’anno".

Giuseppe Ippolito

Si continua a discutere sull’obbligatorietà del vaccino anti Covid. Il professore Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, ha detto la sua sul canale YouTube di Fanpage. “Facendo i debiti scongiuri in Italia finora non pare ci siano stati effetti avversi e questo è sicuramente il miglior punto di partenza per il Paese – ha detto -.

Nelle prossime settimane ci saranno ulteriori dosi di vaccino e così continuerà per tutto l’anno”.

Ippolito: “Vaccino Covid obbligatorio”

“Se non capiamo che dobbiamo rispettare le regole significa che non abbiamo capito che le regole sono fatte per facilitare le persone che hanno più rischi. Se cerchiamo di fare i furbi noi non avremo grandi possibilità”, ha continuato Ippolito. Si è riferito ai rischi che corriamo se qualcuno accede al vaccino prima che sia il suo turno, togliendolo così a qualcun altro.

“Abbiamo ben 8 diversi tipi di piattaforme vaccinali su cui confrontarci, un domani possiamo pensare di valutare quale effettuare a una determinata fascia di popolazione. Speriamo di arrivare entro la fine dell’anno prossimo ad aver vaccinato l’intera popolazione, anche se al momento attuale non tutti i vaccini sono provati su persone al di sotto dei 16 anni, bisogna ancora ragionare su alcuni aspetti”, ha spiegato il professore.

E ancora: “Nel bugiardino e nelle istruzioni c’è scritto esattamente cosa una persona deve dire e quali sono i criteri da tener presente in questa fase, è evidente che il paziente che ha una storia di pregresse allergie anche gravi deve farlo immediatamente presente, non esistono controindicazioni assolute ma il medico vaccinatore deve essere informato.

“È evidente – prosegue il medico – che le persone con sintomi dovrebbero evitare di andare a fare il vaccino”.

Infine: “Per tutti i vaccini si parla di fare dosi a 4 settimane di distanza, livello anticorpale cresce una settimana dopo la seconda dose, per avere persone immunizzate devono aver fatto 2 dosi e durante questo periodo devono rispettare tutte le indicazioni necessarie. Il vaccino è pensato per proteggere soprattutto da malattia grave, nei prossimi mesi avremo dati importanti e trasparenti su quanti sono le persone che sviluppano anticorpi. Il lavoro è lungo, siamo solo all’inizio della storia, non c’è mai stato un vaccino così, per la prima volta abbiamo paesi che comunicano il numero di vaccinazioni fatte, abbiamo una mappa giornaliera”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

Leggi anche

Contents.media