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Napoli, assembramenti e violazioni: il fallimento dell’ordinanza di de Magistris

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I frequenti assembramenti e le violazioni delle norme anti-Covid riscontrati a Napoli hanno decretato il fallimento dell’ordinanza emanata dal sindaco.

Assembramenti

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha recentemente emanato un’ordinanza tramite la quale venivano indicate 75 piazze e strade del capoluogo campano considerate maggiormente a rischio di sviluppare assembramenti. Il documento, pertanto, intimava alle forze dell’ordine di incrementare la sorveglianza in tali territori e impedire il transito pedonalenel caso in cui si fossero verificati episodi di sovraffollamento.

Tuttavia, nonostante le indicazioni fornite dal sindaco e l’accalcarsi della folla nei luoghi più rinomati di Napoli, non è stato riscontrato alcun tipo di intervento da parte dei militari, finalizzato a garante il rispetto delle norme anti-coronavirus imposte a livello nazionale.

Napoli

Assembramenti a Napoli, il fallimento dell’ordinanza di de Magistris

Le zone partenopee che maggiormente avevano preoccupato il sindaco de Magistris nel corso dell’ultimo week-end di gennaio erano state il Vomero, il Centro Storico e il Lungomare di Napoli. Per evitare sovraffollamenti e pericoli dovuti alla diffusione del Covid tra la popolazione, il primo cittadino ha emanato un’ordinanza che, però, pare non aver sortito alcun effetto né rispetto al senso civico dei cittadini napoletani né in relazione ai controlli di competenza delle forze dell’ordine.

Nel corso dell’intera giornata di sabato 6 febbraio, sono circolate svariate immagini di assembramenti e violazioni delle norme anti-contagio sui social e su differenti giornali online: ciononostante non sono stati presi provvedimenti per smaltire il sovraffollamento e alleggerire la pressione che incombeva sulla città.

Resta da chiedersi, quindi, per quale motivo a Napoli non venga seguito l’esempio di tante altre metropoli italiane che, da mesi, hanno provveduto a disporre la chiusura preventiva di tutte le piazze e dei luoghi tipici della movida per scongiurare caos organizzativi e violazioni. Un esempio che, seppur non seguito dal capoluogo campano, è stato invece ampiamente adottato dal comune di Portici, in provincia di Napoli, dove il sindaco ha bloccato, ad esempio, l’accesso al Granatello da parte della popolazione, proprio per evitare il verificarsi di spiacevoli circostante.


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