Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi del 50% sulla maggior parte dei beni importati dal Canada. Questa misura entrerà in vigore tra 30 giorni se Ottawa non eliminerà quelle che l’amministrazione americana definisce barriere commerciali discriminatorie nei confronti dei prodotti statunitensi.
La decisione arriva in un momento di tensioni commerciali tra i due Paesi, che durano da mesi.
Secondo un alto funzionario dell’amministrazione Trump la misura non è legata alle recenti polemiche sugli incendi in Canada che hanno provocato fumo negli Stati Uniti, ma è una risposta alle contromisure adottate da Ottawa dopo i dazi imposti da Washington nel 2026.
Le contestazioni sollevate dalla Casa Bianca
Tra le principali contestazioni figurano le restrizioni canadesi sulle importazioni di automobili le politiche sui prodotti lattiero-caseari e la rimozione dagli scaffali di diversi prodotti alcolici statunitensi in alcune province canadesi dopo l’introduzione dei precedenti dazi.
Trump ha fatto ricorso a una legge commerciale del 1930, che consente agli Stati Uniti di imporre tariffe fino al 50% contro Paesi accusati di discriminare le merci americane. La nuova misura, se entrerà in vigore, colpirà la maggior parte delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti, comprese quelle che attualmente beneficiano del regime di esenzione dai dazi previsto dall’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada (Usmca).
Le possibili conseguenze della decisione
Il rinvio di 30 giorni è stato deciso per lasciare spazio a un possibile accordo tra Washington e Ottawa. Tuttavia, le conseguenze di questa decisione potrebbero essere significative per entrambe le economie. Gli Stati Uniti sono uno dei principali partner commerciali del Canada, e l’introduzione di nuovi dazi potrebbe avere un impatto negativo su vari settori economici.
D’altra parte, il Canada potrebbe rispondere con ulteriori contromisure, intensificando le tensioni commerciali tra i due Paesi. La situazione richiede un’attenta osservazione da parte di tutti gli attori coinvolti, in attesa di vedere se Ottawa riuscirà a trovare un accordo con Washington per evitare l’entrata in vigore dei nuovi dazi.
