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Beatrice Venezi rompe il silenzio dopo il licenziamento dal Teatro La Fenice: "Offesa e bullizzata negli ultimi mesi"

Beatrice Venezi Teatro La Fenice

Beatrice Venezi interviene dopo la revoca dell’incarico: denuncia attacchi e diffamazione, mentre La Fenice interrompe i rapporti.

È ancora scontro tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice dopo la revoca della sua futura nomina a direttrice musicale. La direttrice d’orchestra denuncia un clima ostile e parla apertamente di attacchi subiti negli ultimi mesi, mentre dalla Fondazione arriva la decisione di interrompere ogni collaborazione. La vicenda si arricchisce di nuove tensioni e accuse incrociate.

“Io diffamata e bullizzata”: lo sfogo di Beatrice Venezi licenziata dal Teatro La Fenice

Beatrice Venezi torna a parlare il giorno successivo alla comunicazione che sancisce la fine dei rapporti con il Teatro La Fenice, definendo un clima di forte tensione maturato nei mesi precedenti. Come riportato dall’Adnkronos, la direttrice d’orchestra avrebbe affermato: Sono stata offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi, ribadendo al tempo stesso: non ho mai mancato di rispetto a lavoratori di nessun teatro”.

Nel suo intervento, Venezi prende anche posizione sulla decisione della Fondazione e sulle modalità con cui è stata resa nota: Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno.

Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni, l’istituzione veneziana ha infatti interrotto ogni futura collaborazione con la 36enne direttrice, già indicata lo scorso 22 settembre come futura direttrice musicale con decorrenza dal 1° ottobre 2026.

Solo in seguito alla comunicazione pubblica del sovrintendente Colabianchi, Venezi avrebbe ricevuto una lettera formale di revoca della nomina, mentre la notizia iniziale sarebbe stata appresa attraverso l’ANSA.

Beatrice Venezi rompe il silenzio sulla vicenda Fenice: “Una ragazza di provincia che si è fatta da sola”

Nel chiarire la propria posizione, la direttrice contesterebbe anche l’interpretazione delle dichiarazioni rilasciate in precedenza al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile, sostenendo che le sue parole siano state “distorte e strumentalizzate” e inserite fuori contesto rispetto all’intervista originale.

Come riportato dall’Ansa, Venezi torna poi con toni duri sul clima vissuto negli ultimi mesi: Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, tv in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera.

La direttrice richiama inoltre la cronaca recente per sostenere la propria tesi, parlando di comunicazione “lesiva” del suo profilo professionale, e amplia il discorso a una riflessione personale e sociale: In Italia essere giovane è un handicap e, poi, donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta.

La vicenda si chiude, almeno per ora, con uno scontro ancora aperto tra la direttrice e la Fondazione, segnato da accuse incrociate e da una frattura che appare sempre più difficile da ricomporre.