Dis coll per dottorandi e assegnisti di ricerca
Dis coll per dottorandi e assegnisti di ricerca
Lavoro

Dis coll per dottorandi e assegnisti di ricerca

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Le norme prevedono la dis coll, l’indennità di disoccupazione per speciali categorie di lavoratori. E per dottorandi e assegnisti di ricerca? Non vale.

Con la sigla dis coll si indica un ammortizzatore sociale previsto dalla Legge di Stabilità 2016. Si tratta di una indennità di disoccupazione prevista per i lavoratori, come i collaboratori continuativi e a progetto, per i quali non valgono la Naspi e la Asdl. L’arco temporale di applicazione va a coprire le disoccupazioni createsi fra l’inizio del 2015 e la fine del 2016.

Requisiti, importo e durata della dis coll

I requisiti per poter usufruire della dis coll sono: trovarsi in stato di disoccupazione secondo la definizione normativa, avere almeno 3 mesi di contribuzione nell’anno solare antecedente la cessazione del rapporto di lavoro, avere un mese di contribuzione oppure un rapporto di lavoro di almeno un mese con reddito tale da generare almeno un mese di contribuzione.

L’importo del dis coll è pari al 75% del reddito medio mensile fintanto che quest’ultimo non risulti superiore a 1195 euro.

Oltre tale soglia si applicano delle decurtazioni percentuali. Riduzioni si applicano, in ogni caso, a partire dal quarto mese, nella misura di un 3% mensile. La durata è pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati.

Niente dis coll per assegnisti, dottorandi e borsisti di ricerca

Per poter usufruire della dis coll occorre presentare domanda all’Inps in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La possibilità della dis coll è preclusa a amministratori di società, sindaci, pensionati e titolari di partita IVA. Di recente, il ministero del Lavoro (Interpello n.° 31/2015) ha anche chiarito che, fra coloro che non possono usufruire dalla dis coll, ci sono anche assegnisti, dottorandi e borsisti di ricerca. Chiara la motivazione: tali soggetti sono studenti.

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