L’annuncio e la firma del Board of Peace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno aperto un nuovo fronte di confronto diplomatico internazionale. L’iniziativa, presentata come strumento per la gestione della crisi a Gaza, ha però suscitato forti reazioni politiche e istituzionali, in particolare in Europa, sollevando interrogativi sul rispetto del diritto internazionale, sul ruolo delle Nazioni Unite e sugli equilibri della governance globale.
Dubbi europei e critiche sul Board of Peace
L’istituzione del Board of Peace voluto dal presidente statunitense Donald Trump ha sollevato forti perplessità in Europa e tra le organizzazioni per i diritti umani. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha espresso apertamente le riserve dei leader Ue, sottolineando che vi sono “seri dubbi” su competenze, assetto decisionale e compatibilità dell’organismo con la Carta delle Nazioni Unite.
Bruxelles non chiude però del tutto al dialogo con Washington: l’Unione si dice disponibile a cooperare su un piano di pace per Gaza, ma solo a condizione che il Consiglio di Pace operi come amministrazione transitoria, nel pieno rispetto della risoluzione 2803 dell’Onu. Sulla stessa linea si è collocata l’Alta rappresentante Kaja Kallas, che ha ricordato come la risoluzione prevedesse un mandato limitato nel tempo e un percorso chiaro verso il trasferimento del potere ai palestinesi, ribadendo che “se restringiamo il campo a Gaza, come era previsto, allora possiamo anche lavorarci”.
Ancora più dura la posizione di Amnesty International, che in una nota ha definito la cerimonia di Davos “un palese disprezzo per il diritto internazionale e per i diritti umani”, parlando di un attacco diretto ai meccanismi multilaterali e all’ordine giuridico globale. Secondo l’organizzazione, il Board rappresenta “uno schiaffo in faccia a decenni di tentativi di rafforzare l’ordine globale” e rischia di minare gli sforzi per una maggiore equità tra gli Stati.
Anche diversi governi europei hanno scelto la cautela: il presidente ceco Petr Pavel ha chiarito che qualsiasi decisione sull’adesione potrà arrivare solo dopo aver esaminato statuto, mandato e poteri del Consiglio, osservando che inizialmente l’iniziativa era pensata per Gaza, mentre ora sembra configurarsi come un possibile sostituto delle Nazioni Unite.
Donald Trump firma il Board of Peace a Davos: “Italia e Polonia vogliono entrare”
Alla cerimonia di firma del Board of Peace, Trump ha parlato di “una giornata eccitante”, assicurando che l’organismo “lavorerà con molti altri, inclusa l’Onu” e rivendicando il proprio ruolo nel fermare conflitti e nel cessate il fuoco a Gaza. Sul palco di Davos hanno firmato i rappresentanti di una ventina di Paesi. L’Ungheria, unico Stato membro Ue ad aver aderito formalmente, ha motivato la scelta con l’esigenza di stabilità e crescita economica: per Viktor Orbán la guerra porta “inflazione, sanzioni e il declino delle economie nazionali”.
La Casa Bianca ha affermato che, oltre agli Stati Uniti, vi prenderanno parte le seguenti nazioni: Bahrein, Marocco, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Mongolia, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Uzbekistan. Tuttavia, il Belgio ha smentito la propria adesione, parlando di un annuncio “sbagliato” e invocando una risposta europea coordinata, mentre l’India mantiene il silenzio nonostante l’invito ricevuto.
“Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi, ma prima devono espletare le formalità necessarie“, avrebbe detto il presidente americano, secondo i media presenti sull’Air Force One.
Nel frattempo, a Bruxelles il Consiglio europeo straordinario ha confermato una linea di dialogo e fermezza nei confronti della nuova amministrazione Usa. Pur ribadendo la distanza politica da Trump, l’Ue non intende chiudere i canali di cooperazione, mantenendo però come punto fermo “il fermo impegno per i principi del diritto internazionale”. Sul piano economico, Costa ha richiamato anche il dossier Mercosur, ricordando che il Consiglio ha già autorizzato non solo la firma dell’accordo ma anche la sua applicazione provvisoria, invitando la Commissione a procedere. In un contesto segnato da equilibri fragili e diplomazia selettiva, il Board of Peace resta così al centro di un confronto che va ben oltre Gaza, toccando il futuro del multilateralismo e dei rapporti transatlantici.
The Board of Peace is now an official international organization.
Members have formally signed the Charter of the Board of Peace, marking its establishment.
Follow: @europa pic.twitter.com/8z434f6YNS
— Europa.com (@europa) January 22, 2026