Un gruppo di naziskin ha aggredito e minacciato giovani ebrei italiani ospitati in un hotel di Sofia, in Bulgaria, durante un raduno internazionale. L’episodio, avvenuto il 2 agosto, ha generato paura tra gli adolescenti presenti e ha suscitato la dura reazione della Comunità ebraica e della politica italiana, che hanno condannato il nuovo episodio di antisemitismo.
Ebrei italiani aggrediti da gruppo di naziskin a Sofia. La testimonianza: “Urlavano Sieg Heil”
Momenti di paura lo scorso 2 agosto a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha tentato di entrare con la forza in un hotel che ospitava circa 200 adolescenti ebrei italiani, arrivati da Milano e Roma per partecipare a un raduno giovanile insieme ai loro educatori.
Dopo il primo tentativo di irruzione, il gruppo avrebbe anche impedito l’accesso alla struttura, creando una situazione di forte tensione.
Le immagini diffuse da LaPresse mostrano alcuni giovani vestiti di nero davanti all’ingresso dell’albergo mentre urlano «Sieg Heil», lo slogan utilizzato dal Partito nazionalsocialista tedesco durante il Terzo Reich, e fanno il saluto nazista.
Gli studenti, tutti tra i 15 e i 16 anni e provenienti da diversi Paesi europei, si sono trovati improvvisamente coinvolti in una scena che ha generato paura e preoccupazione.
Come riportato dal Corriere, a raccontare quei momenti è stato Gabriel, uno dei ragazzi presenti nell’hotel: “È arrivato un gruppo di uomini, erano abbastanza grossi con magliette nere e hanno iniziato a urlare frasi contro di noi e a fare il saluto romano“. Il giovane ha spiegato che lui e gli altri studenti si trovavano al quarto piano quando gli accompagnatori hanno chiesto loro di restare lontani dalle finestre e di non uscire: “Abbiamo avuto paura“.
Le reazioni dopo l’episodio: la condanna della Comunità ebraica e del Governo italiano
Secondo il racconto degli studenti, il gruppo di estremisti sarebbe inizialmente composto da quattro persone, poi allontanate dall’intervento della polizia. Poco dopo, però, i naziskin sarebbero tornati davanti all’hotel in numero maggiore. “Sono ritornati e più numerosi, almeno in sette o otto. Non sapevamo cosa potesse succedere“, ha raccontato Gabriel al Corriere, aggiungendo: “Alcune amiche hanno iniziato a piangere ed eravamo tutti sotto choc, perché vivere una cosa del genere, in una città europea sicura, non pensavo fosse possibile“.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto: “I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti“. Fadlun ha condannato l’accaduto definendolo “un ennesimo episodio di antisemitismo” e ha chiesto alle autorità bulgare di individuare i responsabili e fare chiarezza sull’aggressione.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha manifestato la propria vicinanza ai ragazzi coinvolti, parlando di “profonda solidarietà“ e condannando “questo ennesimo episodio di antisemitismo, un germe che va combattuto“. Parole di condanna sono arrivate anche dal vicepremier Matteo Salvini: “Quanto accaduto a Sofia è gravissimo“. Salvini ha definito “odiosa e inaccettabile ogni forma di ‘caccia all’ebreo’“, ribadendo la solidarietà ai giovani italiani coinvolti e condannando ogni forma di violenza contro le comunità ebraiche.
