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Chi finanzia la app Immuni? Tutti i nomi dei suoi azionisti

Chi finanzia la app Immuni, scelta da Arcuri per dare il via alla fase 2 da coronavirus? Presenti tantissimi nomi da salotto buono.

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Chi finanzia l'app Immuni? Tutti i grossi nomi del mondo della finanza

La app Immuni sarà presto rilasciata: rappresenterà la fase di svolta della fase 2 da coronavirus. In attesa di avere conferme ufficiali sulla sua obbligatorietà, questa applicazione scelta dalla task force guidata da Arcuri sta già facendo discutere a livello politico.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni, per esempio, sono concordi con quanto sostenuto dal PD e Forza Italia in merito a una possibile violazione della privacy e, perciò, vorrebbero l’intervento in merito del Parlamento Europeo. Si parla di libertà non in vendita e paura che lo Stato possa diventare dittatoriale. La app Immuni, comunque, consentirà di tracciare le persone quando usciranno di casa – attivando i bluetooth – e la possibilità di avere un censimento capillare.

Ma quello che in molti si stanno chiedendo in queste ore è: chi finanzia la app Immuni? Ebbene, come ricostruito da Il Sole 24 Ore, questa applicazione è supportata economicamente da nomi grossi della finanza.

Chi finanzia la app Immuni?

Chi c’è dietro la app Immuni? Il progetto del software – la cui licenza verrà concessa gratuitamente – sarà come noto della milanese Bending Spoons, che verrà affiancata dalla società di marketing Jakala e dalla rete lombarda di poliambulatori del Centro Medico Santagostino. Presenti, dunque, i tre figli di Silvio Berlusconi e Veronica Lario (Luigi, Eleonora e Barbara), Tamburi e il fondo Nuo Capital, che investe in Italia con capitali cinesi, in Bending Spoons.

Tante famiglie e imprenditori di spicco (come Renzo Rosso, Paolo Marzotto, Giuliana Benetton, i Dompè e i Lucchini), Mediobanca, il finanziere Davide Serra, il fondo internazionale Ardian e sempre la holding H14 dei tre figli di Berlusconi, in Jakala.

La Bending Spoons, holding milanese, ha chiuso il 2018 con ricavi per 32 milioni e un utile di 3 milioni: si occupa di sviluppare l’app per smartphone su scala europea e lo scorso luglio i soci fondatori e di controllo Francesco Patarnello, Luca Ferrari, Luca Querella e Matteo Danieli, hanno aperto il capitale. Così, con una quota complessiva del 5,7% sono entrati H14, Nuo Capital e StarTip, veicolo della famiglia Tamburi. A gennaio Bending Spoons era salita agli onori della cronaca per le indiscrezioni su un tentativo di scalata di Grindr, la app utilizzata per gli incontri omosessuali.

Jakala e Mediobanca

Ma non c’è solo Bending Spoons dietro l’app Immuni. Sì, perché i figli di Berlusconi hanno quote anche nell’altra azienda interessata, ovvero Jakala. Società di marketing fondata e controllata da Francois e Matteo de Brabant. Presenti anche Paolo Marzotto (10,5%), il fondo Ardian (7,5%), la H14 dei Berlusconi (2,5%) e Davide Serra (2,7%). Non solo, nel 2018, è entrata anche Epic di Mediobanca: così al suo interno, seppure attraverso una holding, figurano tra gli altri Renzo Rosso, le famiglie Dompè e Branca, i Lucchini e Giuliana Benetton.

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