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Elezioni comunali 2021, Maurizio Lupi: “Spero che il centrodestra non prenda la Pd-ite”

Maurizio Lupi commenta a Notizie.it la sconfitta della coalizione alle elezioni comunali 2021: "Il centrodestra sembrava X-Factor".

maurizio lupi elezioni comunali 2021

A 24 ore dalla chiusura definitiva dei seggi i dati delle elezioni comunali 2021 sono certi in tutti i seggi da scrutinare. Il protagonista in negativo di questa tornata elettorale è stato, suo malgrado, il centrodestra, che – nonostante i sondaggi a livello nazionale – non è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati, consegnando al primo turno alla sinistra grandi città come Milano, Napoli e Bologna e trovandosi al ballottaggio a Roma e Torino.

A Notizie.it ne abbiamo con il presidente di Noi per l’Italia, Maurizio Lupi.

Maurizio Lupi, come commenta l’esito di queste elezioni amministrative?

I cittadini sono il principale tribunale per chi fa politica. Quando gli elettori ti danno un segnale lo devi ascoltare, sia quando l’indicazione è positiva sia quando è negativa. Naturalmente bisogna attendere il risultato del ballottaggio a Roma e Torino (se dovessimo vincere, il commento cambierebbe) e dobbiamo ricordare che, sullo sfondo, c’è l’esito delle regionali in Calabria dove non solo ha stravinto il centrodestra, ma un certo modello di centrodestra.

La prima riflessione che dobbiamo fare è che tutti i candidati messi in campo dal centrosinistra hanno confermato o migliorato i risultati delle amministrative precedenti. È evidente, quindi, che non è andato a votare l’elettorato del centrodestra, che infatti ha preso meno voti di 5 anni fa. Abbiamo sbagliato. Se continuiamo a rincorrere i no vax, i no green pass, se non capiamo quali sono le vere sfide centrodestra, per forza otterremo questi risultati.

Il punto non è candidare solo persone del centro (ricordiamo che abbiamo vinto con Zaia, con Fedriga, con Fontana), ma candidare persone che sono serie e credibili. Abbiamo rincorso i civici, siamo arrivati a indicare i candidati la prima settimana di agosto, a un mese dalle elezioni. Il centrodestra sembrava X-Factor. Continuare a litigare non fa bene al centrodestra, che è una coalizione che ha la sua forza nell’essere plurale.

La Lega fa bene a fare la Lega, FdI fa bene a fare FdI, stessa cosa per le forze centrist, ma la coalizione deve avere un federatore, un leader – oggi è Matteo Salvini – che deve tenere conto di tutti questi fattori, non solo dei voti del suo partito. Berlusconi l’ha fatto per 20 anni.

La rincorsa del centrodestra ai candidati civici sembrava dettata, più che dalla volontà di presentare personaggi esterni alla politica, dalla volontà di non scontentare nessuna delle fazioni che risultano predominanti in questo momento, ovvero Lega e Fratelli d’Italia.

Quando si sceglie un candidato sindaco, il problema non è di chi è rappresentante, dato che è il portavoce di tutta la coalizione. Il problema è valutare se è il miglior candidato che possiamo mettere in campo, che sia civico o politico. A Napoli la Lega addirittura non ha presentato la lista e alla fine ci siamo presentati divisi. Maresca è un’ottima persona, ma perché il centrodestra candida un magistrato? È incomprensibile, l’elettore del centrodestra si trova sconcertato.

Dobbiamo imparare la lezione. Il governo andrà avanti, ora guardiamo alle elelzioni dell’anno prossimo e poi alle politiche. Rimettiamoci in campo sapendo che c’è bisogno di tutti. Forza Italia non ha preso molti voti ma – Berlusconi ce lo ha insegnato – rappresenta un pezzo di elettorato, un pezzo di cultura politica del Paese senza il quale non vinci. Berlusconi stesso ha aperto ad Alleanza Nazionale e alla Lega, anche se avevano uno scarso peso a livello di voti, perchè era un federatore, un aggregatore. Il centrodestra ha passato settimane a discutere di green pass e di vaccini quando l’80% degli italiani si è già vaccinato. Perché abbiamo rincorso una minoranza?

Forza Italia, nonostante il numero irrisorio di voti, è l’unico partito che è riuscito a esprimere un candidato vincente: Occhiuto in Calabria. Berlusconi farà pesare l’incapacità degli altri due leader di mettersi d’accordo e farà capire che senza di lui il centrodestra non vince le elezioni?

Tutte le liste che si sono presentate facendo riferimento al centro hanno preso il 40%. Questo è il lavoro che deve fare il centro: mettere in moto una proposta politica che recuperi il proprio elettorato, senza rincorrere la Lega e FdI che fanno riferimento a un altro tipo di elettori. Dobbiamo fare anche una riflessione sul leader della coalizione: il capo del partito che prende più voti deve contribuire a mantenere unita la coalizione. Matteo Salvini deve capire – ma questo è un problema suo, non nostro – che non deve pensare solo agli interessi della Lega ma a tutta l’alleanza.

Prima del voto, negli ambienti della sinistra milanese circolava una voce: “Meno male che non si è candidato Lupi, altrimenti non saremmo così tranquilli”.

Col senno di poi si vincono tutte le guerre. Nel momento in cui abbiamo scelto una strada, l’abbiamo condivisa e percorsa insieme. L’unico dato certo che abbiamo è che a Milano il centrodestra dal 1994 non era mai sceso al 31%, non avevamo mai raggiunto un dato così basso.

Perché, allora, non hanno voluto candidarla a Milano? Si è fatto un’idea?

Abbiamo scelto di presentare candidati civici, la decisione spettava giustamente a Matteo Salvini. Berlusconi aveva proposto con forza la mia candidatura, ma era una decisione da prendere tutti insieme.

A Roma il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, è in vantaggio, ma si è scontrato con una sinistra estremamente frazionata. Da vent’anni si dice che la sinistra è divisa e incapace di allearsi e per questo perde le elezioni. Non pensa che la “PD-ite” possa aver colpito anche il centrodestra?

Mi auguro di no, sarebbe molto grave. L’unità è sempre stata la caratteristica del centrodestra, che resta compatto sui grandi temi nonostante le differenze. Ora non facciamoci prendere dalla PD-ite e non sprechiamo l’occasione del governo Draghi, che sta creando le condizioni per uno spazio politico enorme e naturalmente connesso al centrodestra, non perché Draghi sia del centrodestra ma perchè ha portato a un ritorno alla serietà della politica, alla concretezza, che sono sempre state nostre caratteristiche, un po’ come il patto con gli italiani di Berlusconi.

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