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L’opinione di Fabrizio Capecelatro

Elezioni comunali: non ha vinto il PD, ha perso la Destra. Gongolano Berlusconi, Grillo e Giorgetti

Ora Berlusconi e Grillo sono pronti a riprendersi la leadership e Giorgetti tenterà lo sgambetto a Salvini. Mentre il PD "va in paradiso per scambio".

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Gongola il PD per il risultato delle elezioni amministrative, senza rendersi conto che non è la Sinistra ad aver vinto (tranne che a Napoli) ma è la Destra ad aver perso. Il teorema che vede la Sinistra talmente frammentata da non riuscire a convincere gli elettori si è ora ribaltato: è la Destra a essere talmente divisa da non essere riuscita a mettersi d’accordo neanche per esprimere nomi di candidati minimammo credibili.

E i risultati delle elezioni, soprattutto se confrontati con i sondaggi nazionali, lo dimostrano.

Gongola quindi, in segreto (ma neanche troppo), Berlusconi che ora, nonostante l’età, può richiamare all’ordine i due giovani di bottega Salvini e Meloni. Per quanto Forza Italia abbia infatti raggiunto percentuali insignificanti rispetto a Lega e Fratelli d’Italia, che pure non hanno brillato da nessuna parte, è l’unico partito di Destra che è riuscito a esprimere un candidato capace di vincere: in Calabria.

E, così, Berlusconi ha dimostrato che, pur contando ormai poco in termini elettorali (c’è da dire che, per motivi di salute o di volontà, non ci si è neanche impegnato troppo), senza di lui gli altri non sono capaci di fare nulla. Sicuramente non di vincere. E lo farà pesare.

Così come gongola, sempre in segreto (ma neanche troppo), Beppe Grillo, totalmente sparito dopo il contrasto con Giuseppe Conte, a cui ha dovuto – suo malgrado – lasciare le chiavi del partito.

Il vecchio comico pazzo, che si eccita con le schifose immagini degli stupri, ha già riallargato gli anelli del portachiavi dopo la sonora sconfitta, ovunque, dei 5Stelle, che lui ovviamente attribuirà a Conte.

Ma forse dopo 12 anni (il Movimento 5 Stelle fu presentato al Teatro Smeraldo di Milano proprio il 4 ottobre del 2009) dobbiamo rivalutare l’anatema della buon anima di Piero Fassino: “Se Grillo vuole fondare un partito lo faccia, vediamo quanti voti prende”.

Quanti voti prende dopo aver governato realmente e non fatto solo quello che va contro tutto e tutti? Quanti voti prende dopo essersi assunto realmente le responsabilità che il fare politica e vincere le elezioni impone? Beh ora lo sappiamo: pochi, molto pochi.

Gongola infine Giancarlo Giorgetti, pronto a far pesare la sconfitta su Matteo Salvini. E poco importa che una parte, forse importante, di questa sconfitta sia dovuta proprio al nuovo corso filogovernativo che ha preso il Carroccio, più per volere dello stesso Giorgetti che di Salvini.

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