Nonna "concede" al fidanzato pedofilo la nipote di 20 mesi
Nonna “concede” al fidanzato pedofilo la nipote di 20 mesi
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Nonna “concede” al fidanzato pedofilo la nipote di 20 mesi

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In Australia una nonna è stata condannata per aver consegnato la nipotina di 20 mesi al fidanzato pedofilo conosciuto in chat.

“Avevano ogni diritto ad avere fiducia nei confronti della nonna” ha sottolineato il giudice. Non hanno colpa i genitori di una bimba che è stata violentata quando aveva appena 20 mesi di vita. A consegnare la piccola al pedofilo la nonna, una donna di 47 anni che ha dato come “pegno d’amore” la nipotina al fidanzato conosciuto in chat.

Nonna consegna nipotina al pedofilo

L’uomo è stato condannato a 10 anni di carcere e oggi è arrivata anche la sentenza per la 47enne, che dovrà scontare 4 anni e 4 mesi di detenzione ma soprattutto il peso di aver sconvolto la vita della nipote e dei suoi genitori. La triste storia è avvenuta nell’agosto 2017 ad Adelaide, città sulla costa dell’Australia Meridionale. “Chi avrebbe mai potuto anche solo immaginare che una nonna potesse permettere che quelle cose venissero fatte ai suoi nipoti?” si domanda ancora incredulo il giudice Liesl Chapman, che ha descritto questo caso come “indicibile” e “aberrante“.

La 47enne infatti aveva incontrato il 35enne Shane Alan Hartley in una chat su internet.

Dopo essersi conosciuti, l’uomo confessa alla donna di essere sessualmente interessato alle bambine, anche di pochi mesi. Invece che denunciare il 35enne, la nonna comincia invece ad inviargli delle foto che ritraggono la sua nipotina nuda, in pose sessualmente esplicite. Foto che sono state poi condivise su una rete di più di 100 pedofili. Infine, la nonna ha portato la nipotina ad Hartley, pur essendo pienamente consapevole che sarebbe stata abusata sessualmente.

La piccola è stata talmente maltrattata che ancora oggi “si sveglia urlando a causa di continui incubi notturni”. Inoltre la bambina “ha una violenta reazione ogni volta che le si cambia il pannolino“. Infine, lo shock è stato così tanto che “si rifiuta di entrare in una stanza se all’interno ci sono dei maschi”.

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