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Brexit, rinviata al 22 maggio l’uscita del Regno Unito dall’Unione
Esteri

Brexit, rinviata al 22 maggio l’uscita del Regno Unito dall’Unione

La decisione dei leader europei al termine di una riunione durata cinque ore. Il governo May avrà tempo fino al 22 maggio per decidere cosa fare

Dopo tre anni di indecisione sulle modalità con le quali Londra dovrà affrontare l‘uscita dall’Unione Europea, e a fronte delle difficoltà del governo di Theresa May nel fare approvare dal suo parlamento la bozza di accordo raggiunta, nella giornata di giovedì 21 marzo 2019 – al termine di una lunga riunione – i leader del vecchio continente hanno infine deciso di concedere a Londra una proroga di alcune settimane, rinviando quindi la data dell’uscita del Regno Unito dal 29 marzo al 22 maggio 2019.

Ma solo se – entro la prossima settimana – il governo conservatore della May riuscirà ad ottenere il via libera del parlamento al piano di divorzio negoziato con l’Unione. Se tale via libera dovesse mancare, Bruxelles concederà a Londra altro tempo. Ma entro il 12 aprile la May dovrà comunque saper indicare quale strada indenterà percorrere per abbandonare l’Unione.

Solo rimandato il rischio Hard Brexit

É quindi per il momento solo rimandato, non scongiurato, il rischio di una “Hard Brexit”.

Ossia l’uscita del Regno Unito dall’Unione senza che vi sia alcun accordo tra le parti. É infatti lo stesso Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ad annunciare che “Il governo del Regno Unito avrà ancora la possibilità di un accordo, di una Brexit senza intesa, di una lunga estensione, o di revocare la sua uscita fino al 12 Aprile”.

La riunione del Consiglio Europeo

La decisione europea è giunta al termine di una difficile riunione, durata più di 5 ore, durante la quale si è manifestata una spaccatura all’interno del Consiglio. Le posizioni più rigide di Francia, Belgio e Lussemburgo, contro quelle più concilianti di Polonia, Grecia e Lituania. Una frattura poi ricomposta da Angela Merkel, allineata alle posizioni espresse da Tusk.

“Adesso è tutto in mano al sistema politico del Regno Unito”, ha affermato il Presidente Francese Macron al termine della riunione. L’inquilino dell’Eliseo ha però aggiunto come la decisione del governo inglese debba necessariamente precedere le elezioni per il Parlamento Europeo in programma per il 23-26 maggio 2019.

Il giudizio positivo di Theresa May

Un accordo giudicato positivo da Theresa May, secondo la quale la decisione europea “sottolinea quanto sia importante che la Camera dei Comuni approvi l’accordo per la Brexit la prossima settimana, in modo da ridurre così le incertezze, ed abbandonare l’Unione senza eccessivi scossoni”.

Grande incertezza sul futuro del Regno

Una decisione, quella dei leader europei, che ha sicuramente il merito di limitare le sempre più evidenti incertezze che aleggiano sul futuro del Regno di sua Maestà.

Incertezze che hanno portato, da una parte, gli studiosi a mettere in guardia sui numerosi rischi per l’economia, e dall’altra l’esercito a creare un posto di comando, dentro un bunker al disotto del Ministero della Difesa. Da qui verrebbero coordinate eventuali azioni in caso di un mancato accordo. Sono infatti 3.500 i soldati messi in stato d’allerta e pronti ad intervenire in aiuto della popolazione nel caso di interruzione nella fornitura di servizi essenziali.


La Camera dei Comuni è fortemente divisa. Un disaccordo che oltre a vedere la netta contrapposizione tra i diversi partiti che la compongono, si insinua all’interno delle stesse formazioni politiche, dividendone i membri su modalità e tempi dell’abbandono dell’Unione. Camera Bassa che infatti ha già per ben due volte rifiutato l’accordo negoziato e presentato in Parlamento dal Primo Ministro. Ma le possibilità che tale accordo venga approvato restano molto basse, soprattutto dopo che la May ha accusato il parlamento di aver causato l’impasse dalla quale ora il suo governo sembra incapace di trovare una via d’uscita.

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