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Svezia, ideologo dell’immunità di gregge: “Vale la pena salvare gli anziani?”

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"Vale la pena chiudere tutto per salvare il 10% in più di anziani?", scriveva a marzo Andres Tegnell, capo della task force svedese.

email ideologo immunità di gregge
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Nuove polemiche in Svezia per l’email dell’ideologo dell’immunità di gregge, in cui si legge: “Vale la pena chiudere tutto per salvare il 10% in più degli anziani?”. Nel pieno dell’emergenza sanitaria il piano di Andres Tegnell si era rivelato fallimentare: i morti nel Paese continuano ad aumentare.

5000 vittime solo a Stoccolma.

Email dell’ideologo dell’immunità di gregge

I media locali hanno pubblicato i messaggi scambiati tra il capo della task force locale anticovid, Andres Tegnell, e altre istituzioni locali ed estere.

L’email è stata inviata lo scorso marzo, nel pieno dell’allarme coronavirus. “Vale la pena chiudere tutto per salvare il 10% in più di anziani?”, è una delle email scritte da Tegnell.

In seguito alle critiche ricevute dal governo svedese per la strategia soft adottata nel Paese, il medico braccio destro dell’esecutivo ha ribadito che l’obiettivo non era quello di ottenere una rapida immunità di gregge.

Al contrario, con la scelta intrapresa dalla Svezia, si voleva rallentare la diffusione del virus, permettendo alle strutture sanitarie di non collassare a causa dell’alto numero di malati. Le email rese note, tuttavia, incrementano le accuse nei suoi confronti.

Dalle comunicazioni ottenute dai giornalisti svedesi, si dimostrerebbe che ancora a metà marzo Tegnell rivendicava come obiettivo del Paese la necessità di raggiungere l’immunità di gregge. In quel periodo ormai anche l’Oms aveva dichiarato il Covid-19 una pandemia.

“Un punto sarebbe mantenere le scuole aperte per raggiungere più rapidamente l’immunità di gregge, scriveva l’ epidemiologo. Tuttavia, il corrispondente finlandese mostrava il suo disaccordo, sottolineando l’impossibilità di intraprendere un percorso simile, perché “nel tempo i bambini continueranno a diffondere l’infezione”. Nell’email incriminata, la sua controparte finlandese precisava che la chiusura delle scuole avrebbe comportato una minor diffusione del Covid-19 tra gli anziani di circa il 10%.

“Per il 10% ne vale la pena?”, è stata la fredda risposta di Tegnell.

Dopo la divulgazione dei messaggi da parte della stampa locale, la replica del medico svedese non si è fatta attendere. “Stavamo parlando solo dei possibili effetti di questa misura”, si è giustificato. La Svezia ha successivamente chiuso le sue scuole agli over 16, ma ha mantenuto aperte quelle per i più piccoli. Ora gli studenti si preparano a tornare in aula, senza più distinzioni di età. Sono rimasti aperti negozi, bar, ristoranti e palestre. Finora in Svezia sono stati accertati 84.294 contagi da coronavirus e 5.783 vittime. Le stime sono allarmanti. Infatti, si tratta di un numero di morti per milione di abitanti molto superiore rispetto a quello registrato nei paesi vicini. Le autorità hanno stimato che il 40% della popolazione di Stoccolma avrebbe contratto il virus entro lo scorso maggio. Al contrario, studi nazionali hanno rilevato che l’immunità al Covdi-19 è ancora relativamente bassa.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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