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Wuhan ha sconfitto il Covid, Cheng: “La Cina ora parli e dica la verità”

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“Vorrei che la verità venisse ripristinata. Se si dovesse ripresentare una situazione simile nel futuro, il governo ripeterà gli errori”.

Cina Covid

Cheng Pan, un contabile di Wuhan, ha visto la sua vita capovolgersi dopo lo scoppio dell’epidemia da Covid 19, prima nella sua città e poi in tutta la Cina. L’uomo ha visto ammalarsi di Coronavirus la moglie, incita del loro secondo figlio, e suo padre, di 51 anni.

“Ero così impegnato a cercare assistenza ospedaliera per loro, ad acquistare farmaci e a seguire la loro situazione medica, che non ho avuto nemmeno il tempo di pensare, di sentirmi stanco o di preoccuparmi di essermi infettato io stesso”, ha detto Cheng.

Covid, Cheng: “La Cina dica la verità”

Dopo tutto quello che ha passato, il contabile di Wuhan pretende risposte e chiede pubblicamente ai politici di Pechino di chiarire le responsabilità sulla pessima gestione dell’emergenza.

Dopo la nascita di suo figlio, rimasto in ospedale con la madre, a Cheng è stato permesso di far loro visita solo una volta alla settimana. “A volte la strada era completamente vuota a causa del lockdown e non si vedeva in giro nemmeno una macchina oltre alla mia: solo tante ambulanze, furgoni di pompe funebri e auto della polizia. Difficilmente dimenticherò quel silenzio mortale lungo le strade, interrotto solo dalle sirene”.

“Ma quella che ha sofferto di più stata proprio Zhou, mia moglie”, continua. “Era una madre a tempo pieno e non si era mai separata da nostra figlia. Non ha visto il bambino nemmeno per un secondo dopo il parto, perché è stato subito trasferito all’ospedale pediatrico. Tutto questo è stato molto duro per lei ed è diventata molto emotiva. Ho temuto che si sarebbe lasciata andare”.

La moglie di Cheng è stata dimessa a metà febbraio, mostrando sintomi molto lievi. Suo figlio che si è unito a loro poco più tardi. Al contrario il padre di Cheng è stato dimesso a marzo. Trascorso quindi quasi un anno da quei giorni , Cheng ha deciso di esporsi pubblicamente (con tutti i rischi del caso). “Vorrei che il Governo avesse il coraggio di guardare indietro, per trovare e punire quelli che hanno gestito male la crisi- ribadisce -. Soprattutto vorrei che avessero il coraggio di correggere i dati ufficiali sul numero di morti, che non sono assolutamente reali“.

Infine: “Vorrei che la verità venisse ripristinata. Altrimenti, se si dovesse ripresentare una situazione simile nel futuro, il governo del mio Paese ripeterà gli errori fatti”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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