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Venezuela, il presidente Maduro: “Curate il Covid con le gocce di timo”

Maduro ha presentato un nuovo farmaco contro il Covid, il Carvativir. Intanto, il Venezuela è uno dei paesi più in difficoltà con le vaccinazioni.

Venezuela Maduro vaccino Covid

Sono dichiarazioni destinate a fare scalpore quelle rilasciate recentemente dal presidente del Venezuela Nicolás Maduro. Quest’ultimo avrebbe affermato che le gocce di estratto di timo o Carvativir sarebbero un rimedio estremamente funzionante contro il Covid-19.

Venezuela, Maduro elogia la cura con il Carvativir

Il leader venezuelano ha parlato in televisione di una cura con un’efficacia del 100 per cento. Ciò è avvenuto la scorsa settimana, durante l’ufficiale presentazione del nuovo Carvativir.

Nella stessa occasione Maduro ha spiegato che non è possibile rivelare l’identità del creatore del nuovo medicinale. Tuttavia, durante il suo discorso ha tenuto in mano un libro di un certo Raúl Ojeda. Come si legge nello stesso quarto di copertina del volume, Ojeda è uno “scrittore, poeta, esperto di biochimica”.

Lavorerebbe, inoltre, per il laboratorio Labfarven. Esso avrebbe in produzione proprio il Carvativir.

Come spiegato anche dal Corriere della Sera, il grande entusiasmo che Maduro ha dimostrato nei confronti del nuovo fantomatico rimedio potrebbe celare ben altro. Il Venezuela è estremamente in ritardo per quanto riguarda i vaccini. Si prevede che riuscirà a raggiungere l’immunità di gregge piuttosto tardi, nel 2023 se non ancora più in là.

Da inizio pandemia il Venezuela ha contato 127.000 infezioni da Covid-19 e un numero di morti inferiore ai 1.200.

Rimane comunque un paese ad estremo rischio.

Marduro, tuttavia, ha dichiarato che sono state acquistate 10 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V. Ha, però, spiegato che almeno fino ad aprile non saranno in grado di partire con l’iter vaccinale.

Un’altra ipotesi fatta dallo stesso premier Venezuelano è la possibilità di utilizzare dei vaccini prodotti da Cuba. Ha affermato :“è un vaccino fatto per noi, al ritmo del guaguancó, fatto apposta per il caldo dei Caraibi”.

Non è ancora, però, ancora in arrivo alcuna dose nemmeno da lì.

Comunque, il Venezuela non ha nemmeno preso parte al Covax. Si tratta di un programma dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che ha lo scopo di aiutare i paesi in via di sviluppo nell’acquisto dei vaccini. Paolo Balladelli, il capo del Venezuela dell’OMS, ha detto che vi è ancora la possibilità di avere attraverso tale iniziativa 2,4 milioni di dosi. Ha però sottolineato che c’è una deadline per aderirvi, ossia martedì prossimo.

La situazione sembra, tuttavia, complicata dato che il paese sta ancora discutendo su che fondi adoperare per comprare i sieri. Maduro opterebbe per del denaro venezuelano conservato in Regno Unito. L’opposizione, invece, propenderebbe per dei fondi soggetti a embargo” che il Venezuela riuscirebbe a procurarsi negli Stati Uniti. La cosa sembra essere ora in una fase di stallo.

Ma perché è stata posticipata per così a lungo la questione vaccinazioni? Alcuni ritengono che sia una mossa strategica. Grazie a ciò, infatti, il Venezuela vorrebbe arrivare ad avere sanzioni di minore entità da parte del nuovo governo statunitense guidato da Joe Biden.

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