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Povia propone l’Eterox, un farmaco contro l’omosessualità: ma è uno scherzo

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Di recente il cantante Povia, autore di “Luca era gay”, da un palco nel Comune di Treviglio dove era ospite, ha provocatoriamente proposto l’Eterox, un farmaco che guarirebbe l’omosessualità.

Giuseppe Povia

Torna a far discutere sul tema dellomosessualità il cantautore Povia – all’anagrafe Giuseppe Povia -.

Non molto tempo fa ha proposto scherzosamente l’Eterox, trovata suggeritagli nientemeno che da alcuni suoi conoscenti omosessuali. Si tratta di un fantomatico farmaco che servirebbe per curare la loro presunta malattia, facendo diventare eterosessuali le persone attratte da quelle dello stesso sesso. Un “antibiotico”, ha spiegato da Treviglio, dove si è esibito, l’autore della controversa canzone “Luca era gay”, presentata al Festival di Sanremo del 2009 – dove si era classificata seconda dietro al brano di Marco Carta “La forza mia” –.

In quel caso Povia aveva voluto solamente raccontare l’esperienza personale di un suo conoscente, Massimiliano, il quale, dopo anni da omosessuale, si era scoperto etero: una sorta di coming out al contrario. L’uomo aveva sofferto a causa di un padre assente per motivi di lavoro, ma anche a causa dell’attaccamento morboso che la madre – dopo aver chiesto la separazione dal marito, il quale poi aveva cominciato a bere – nutriva nei suoi confronti, tanto da esortare il figlio a non sposarsi mai per restare sempre con lei e per non avere a sua volta delusioni.

Così Luca evitava di avere una relazione con un’altra donna per timore di tradire la madre. Poi, però, ne ha conosciuta una, se n’è innamorato, l’ha sposata e ha avuto dei figli con lei, sentendosi “un altro uomo”, come diceva il testo della canzone di Povia. Ma nel brano, il cantante aveva spiegato che l’omosessualità non era una malattia, contrariamente a ciò che era stato accusato di aver detto.

Sul palco anche il sindaco e un avvocato “pro-life”

Il cantante sul palco

Sul palco insieme all’artista, a Treviglio, c’erano il sindaco del paese della Bergamasca, il giovane Juri Imeri, 35 anni, accusato di omofobia da alcuni sostenitori del Movimento LGBT, e l’avvocato Gianfranco Amato, presidente nazionale dell’Associazione Giuristi per la Vita – il quale conosceva già Povia, con cui aveva partecipato lo scorso anno al convegno “La sfida dell’ideologia gender alla famiglia e la dittatura del pensiero unico” a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) –.

E’ stato proprio Amato a commentare, a proposito del “farmaco” Eterox, “la satira è satira per tutti”, invocando in pratica la libertà d’espressione: quella dell’Eterox, infatti, era solamente una battuta, nata a seguito delle accuse mosse al cantante da anni secondo le quali avrebbe detto che gli omosessuali sono malati, mentre in realtà cantava“nessuna malattia, nessuna guarigione” – appunto per l’omosessualità -.

L’intervento del sindaco

Il patrocinio

Sul palco di Povia c’è stato dunque spazio per parlare non solo di musica ma anche di omosessualità, famiglia e politica, dato che l’evento è stato patrocinato dal sindaco: il patrocinio, tuttavia, ha spiegato il primo cittadino di Treviglio, “non significa prendere posizioni estremiste. Va nella direzione di dare la possibilità di confrontarsi, approfondire certe tematiche. Quando ci siamo presentati all’elettorato, lo abbiamo fatto con dei valori … Grave, però, se dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine per garantire la sicurezza – come in questo caso, ndr – C’è la libertà di pensare, ma anche di dire. Poi, ognuno si farà la sua idea. Tutto ciò è alla base della libertà di tutti, e del Comune di Treviglio”. Poi Imeri ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa contro coloro che lo accusano di omofobia: “Mi accusano e poi dicono che nel partito che rappresento ci sono anche dei gay. Come se fosse un problema. Onestamente, credo abbiano qualche problema di coerenza…”, ha detto.

L’intervento di Povia

Il cantautore, evocando “Luca era gay”, ha ribadito che la sua idea non era scrivere e cantare una canzone contro gli omosessuali, ma “solo raccontare una storia”, che invece ha suscitato una marea di polemiche, non solo da parte di Arcigay, per dire, ma a quanto sembra anche tra gli stessi fans di Povia. Quanto ai discografici, l’artista ha lamentato che gli hanno “praticamente chiuso tutte le porte”, mentre ha sostenuto che “Se invece avessi cantato un’altra canzone … non solo avrei partecipato a Sanremo più volte, ma l’avrei proprio condotto”. Perciò, con un’altra provocazione, l’artista ha riscritto la sua canzone intitolandola “Luca è ancora gay” e invece che dire nel ritornello “Luca era gay e adesso sta con lei/Luca parla con il cuore in mano/Luca dice sono un altro uomo”, dice “Luca è ancora gay /E non sta più con lei/Luca dice sono come sono, e stasera io mi bacio un uomo”. La serata è stata conclusa dal sindaco di Treviglio, che ha dichiarato: Certi valori, come quello della famiglia, sono valori in cui la maggioranza si rifà, e mettendoci la faccia – come Povia, ndr – Se poi c’è chi la pensa diversamente, e preferisce l’unione civile uomo-uomo… Noi non ci siamo opposti e lo rispettiamo”.


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