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Fabrizio Corona chiude il procedimento per bancarotta: accolto il patteggiamento a Milano

Fabrizio Corona chiude il procedimento per bancarotta: accolto il patteggiamento a Milano

Fabrizio Corona patteggia a Milano per l’inchiesta sulla bancarotta della sua ex società Fenice srl: accolto dai giudici l’accordo con la Procura.

Fabrizio Corona ha definito un nuovo capitolo giudiziario a Milano: l’ex agente fotografico ha patteggiato una pena pecuniaria nell’ambito dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta legata alla sua ex società Fenice srl. L’accordo, già approvato dalla Procura, è stato accolto dai giudici del Tribunale milanese.

Coinvolta anche la madre di Corona: il pm chiede l’assoluzione

Stando alle indiscrezioni dell’Ansa, nel procedimento pare sia stata coinvolta anche Gabriella Privitera, madre di Fabrizio Corona, chiamata a rispondere nell’ambito della stessa vicenda societaria. La donna, assistita dall’avvocata Cristina Morrone, sarebbe stata giudicata con rito abbreviato davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Per Privitera il pubblico ministero Luigi Luzi ha chiesto l’assoluzione, ritenendo che fosse estranea ai fatti e inconsapevole del ruolo ricoperto all’interno della società del figlio.

Secondo la difesa, infatti, la donna avrebbe semplicemente firmato alcuni documenti senza avere conoscenza delle operazioni effettuate e senza alcuna volontà di commettere irregolarità. “Era una madre all’oscuro delle attività del figlio – ha spiegato la legale Cristina Morrone – e ha sempre visto Fabrizio impegnarsi nel lavoro”. La decisione definitiva sulla posizione di Gabriella Privitera è attesa per il 15 settembre.

Fabrizio Corona chiude il procedimento per bancarotta: accolto il patteggiamento a Milano

Come riportato dall’Ansa, il Tribunale di Milano ha dato il via all’accordo raggiunto da Fabrizio Corona con la Procura nell’ambito del procedimento per una presunta bancarotta fraudolenta legata alla sua ex società Fenice srl. La seconda sezione penale, presieduta da Nicola Clivio, ha accolto la richiesta presentata dalla difesa dell’ex agente fotografico, rappresentato dall’avvocato Ivano Chiesa: una condanna a 10 mesi, convertita in una pena pecuniaria. L’intesa era stata già valutata positivamente dalla Procura e prevedeva anche il riconoscimento di quanto già versato da Corona come risarcimento. L’ex fotografo dei vip aveva infatti restituito circa 40mila euro all’Agenzia delle Entrate, per poi concordare la nuova pena in continuazione con una precedente condanna definitiva relativa al fallimento di un’altra sua società.

Al centro dell’inchiesta del pm Luigi Luzi c’era la gestione della sua ex abitazione in via De Cristoforis, nella zona di corso Como a Milano. Secondo l’accusa, l’immobile sarebbe stato intestato solo formalmente a un collaboratore e successivamente sottratto al patrimonio della società, che in seguito era stata dichiarata fallita. Corona, nel corso del processo, aveva respinto ogni contestazione sostenendo di non aver arrecato danni a nessuno e di vantare, al contrario, crediti non riscossi.

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