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Femminicidio Vanessa Ballan, ridotta in Appello la pena per Bujar Fandaj: i motivi

femminicidio Vanessa Ballan

Femminicidio Vanessa Ballan: l’appello si è chiuso con un accordo tra Procura e difesa che ha ridotto la pena a Bujar Fandaj.

Il caso del femminicidio di Vanessa Ballan torna al centro dell’attenzione per la revisione della condanna nei confronti di Bujar Fandaj. La decisione della Corte d’Assise d’Appello segna un passaggio rilevante, mostrando gli effetti concreti delle nuove norme processuali sulla determinazione della pena e riaprendo il dibattito sul bilanciamento tra giustizia, tempi processuali e tutela delle vittime.

Femminicidio Vanessa Ballan: il delitto e la ricostruzione dei fatti

Fandaj, 42 anni e di origine kosovara, è stato riconosciuto colpevole del femminicidio di Vanessa Ballan, 26 anni, residente a Riese Pio X e incinta del secondo figlio al momento della morte. Il delitto risale al 19 dicembre 2023 ed è maturato in un contesto segnato dalla fine di una relazione extraconiugale tra i due.

Secondo la ricostruzione, l’uomo raggiunse l’abitazione della vittima in bicicletta, scelta che sarebbe stata fatta per evitare eventuali controlli, e rimase nei pressi della casa per diverso tempo prima di agire. Successivamente si introdusse nell’abitazione forzando una porta finestra sul retro, ferendosi anche a una mano, e attaccò la donna con un’arma da taglio. L’aggressione fu particolarmente violenta: dopo averla colpita e fatta cadere, l’uomo infierì sul suo corpo le coltellate provocandone la morte.

In sede processuale sono stati discussi diversi elementi, tra cui la collaborazione dell’imputato, che non si era opposto all’acquisizione degli atti d’indagine, e le scuse rivolte ai familiari della vittima. La difesa ha inoltre contestato alcune aggravanti, come la premeditazione, sostenendo anche una dinamica in parte diversa dei fatti. L’accordo finale ha portato a una pena che rappresenta il massimo previsto per l’omicidio, ma con attenuanti considerate equivalenti alle aggravanti.

Femminicidio Vanessa Ballan, incinta e uccisa a 26 anni: pena ridotta per Bujar Fandaj

Bujar Fandaj non sconterà più l’ergastolo: la condanna inflitta in primo grado dalla Corte d’Assise di Treviso nel luglio 2025 per l’uccisione di Vanessa Ballan è stata rideterminata in appello a 26 anni e 10 mesi di reclusione. La modifica è arrivata in seguito a un accordo tra difesa e Procura generale raggiunto all’apertura del secondo grado di giudizio, con la rinuncia ai motivi di impugnazione. Si tratta di una possibilità prevista dalla «riforma Cartabia», che consente uno sconto di pena quando l’imputato rinuncia a proseguire l’iter processuale, favorendo una conclusione più rapida del procedimento.

In primo grado, nonostante il pubblico ministero avesse sollecitato una condanna a 28 anni, i giudici avevano optato per la pena dell’ergastolo. La nuova decisione rappresenta quindi una “ricalibrazione” della pena, resa possibile anche da valutazioni sulle attenuanti generiche. I legali hanno sottolineato che si tratta di un «risultato frutto delle scelte processuali» e di un percorso improntato al dialogo con la Procura. La sentenza diventerà definitiva senza ulteriori ricorsi, mentre restano confermate le disposizioni civili a favore dei familiari e del compagno della vittima.