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Fermaglio rosso vicino alla casa famiglia: aggiornamenti sulle ricerche di Sarah e Alisya

Fermaglio rosso vicino alla casa famiglia: aggiornamenti sulle ricerche di Sarah e Alisya

Un fermaglio per capelli trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena e la segnalazione di due persone sospette descritte da una commerciante hanno fornito nuovi spunti alle indagini sulla scomparsa di Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni.

Proseguono le operazioni di ricerca per Sarah e Alisyale due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Dopo dodici giorni di ricerchele squadre impegnate – tra cui Vigili del FuocoCarabinieriSoccorso Alpino e Unità Cinofile – si sono concentrate nuovamente sull’area montana che collega il paese alla riserva naturale La Camosciara e al lago di Barrea.

Un elemento materiale è stato segnalato come potenzialmente collegato alle ragazze: un fermaglio per capelli rosso decorato con piccoli fiorellini, recuperato su un sentiero a circa 400 metri in linea d’aria dalla struttura che ospitava le minori, ubicata a oltre 1100 metri di quota nel Parco nazionale d’Abruzzo. L’oggetto è sotto analisi per stabilirne la possibile associazione con Sarah.

Il fermaglio trovato sul sentiero e gli spostamenti degli inquirenti

Il fermaglio, segnalato dall’associazione Penelope come probabile traccia delle due sorelle, è stato raccolto da un residente della zona durante una passeggiata e consegnato alle autorità. Gli investigatori della Procura della Repubblica di Sulmona dovranno ora verificare se l’oggetto appartenga effettivamente a una delle ragazze e in quale momento sia stato perso: durante la fuga o precedentemente.

Dopo il ritrovamento, le ricerche si sono intensificate nei pressi del sentiero, ma anche lungo le sponde e il ponte che attraversa il lago di Barreacon presidii e ricognizioni aeree e a terra.

Percorsi, telefoni e linee di indagine

Le indagini includono l’analisi di dispositivi e celle telefoniche collegati a tre telefoni in possesso delle ragazze al momento della scomparsa. Per alcuni giorni le utenze risultarono attive fino all’ultimo segnale registrato, mentre le autorità verificano intestazioni e movimenti per restringere il perimetro delle ricerche. Sono state inoltre eseguite perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei genitori e dei nonni, senza tuttavia trovare elementi utili fino ad ora.

Segnalazione della commerciante e spostamenti sospetti verificati

Un testimone chiave è una commerciante locale che ha riferito di aver osservato due persone sospette nei giorni antecedenti alla scomparsa delle ragazze. Secondo la donna, l’episodio principale risale a sabato 16 maggiogli uomini si sarebbero avvicinati al bancone del suo esercizio, avrebbero preso delle caramelle che stavano per mettere in tasca, poi, accortisi di essere osservati, le avrebbero riposte e avrebbero ordinato due calici di vino rosso. La commerciante racconta che parlarono tra loro e al telefono in modo concitato e che si allontanarono su un’auto grigio scuro dopo aver svuotato i bicchieri nel lavandino.

Rincalzi di presenza e segnalazioni successive

La donna ha aggiunto che i due uomini sarebbero tornati in zona il 18 maggiodichiarando di essere lì per perlustrare il territorio. Pur affermando che era la loro prima volta nel luogo, la commerciante apprendeva poi di avvistamenti in altre occasioni. La coppia ha deciso di riferire l’accaduto ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri dopo aver saputo della scomparsa e della visita della madre delle ragazze alla struttura proprio in quel fine settimana. La commerciante, insieme al marito, ha ricordato anche l’abitudine delle due sorelle di fermarsi nel suo locale: «Erano dolci e tranquille», ha detto, sottolineando che la più piccola si soffermava spesso davanti al bancone.

Contemporaneamente, famigliari e associazioni insistono nel chiedere alla popolazione di segnalare anche elementi apparentemente marginali che possano risultare utili: in particolare, il padre, Stefano Di Giacintoe la madre, Valentina D’Acuntohanno posto l’accento su aspetti sanitari come la celiachia di Sarahinvitando a comunicare eventuali acquisti o richieste di prodotti senza glutine che possano essere riconducibili alla bambina. L’avvocato della madre, Enrico Mastantuonoha espresso difficoltà nel ricevere aggiornamenti diretti dagli inquirenti, mentre il procuratore di CassinoCarlo Fuccinon ha smentito le perlustrazioni effettuate nelle campagne del suo territorio a supporto delle attività investigative.

Le attività di ricerca proseguono tra il paese, la riserva de La Camosciara e le aree limitrofe, con personale e mezzi distribuiti sulle diverse direttrici che collegano Civitella Alfedena alle principali vie verso Castel di Sangro, Scanno e Avezzano. L’appello delle autorità rimane quello di comunicare qualsiasi informazione, anche minima, che possa contribuire a chiarire la sorte di Sarah e Alisya.

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