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Fratelli Bianchi in carcere, le intercettazioni: minacce e aggressioni da parte dei detenuti

Dalle intercettazioni degli scambi che i fratelli Bianchi hanno all'interno del carcere, emergono aggressioni e minacce da parte di altri detenuti.

Fratelli Bianchi in carcere

Continuano a emergere particolari sulla vita condotta in carcere dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi e da Mario Pincarelli, i tre accusati dell’omicidio di Willi Monteiro Duarte: dopo le intercettazioni dei colloqui con i familiari, sono emerse quelle delle conversazioni all’interno dell’istituto di Rebibbia.

Fratelli Bianchi in carcere

Poi mi sento chiamà la mattina… ‘ao, a infame! A infame’. Mannaggia.. ah infame! Mi hai spaccato il naso… il chiodo dentro al dentifricio… ogni cosa che succede, boooommm“. Sono di questo tenore gli scambi che i tre ragazzi hanno in carcere, cosa che fa dedurre non abbiano vita facile e subiscano minacce e aggressioni da parte degli altri detenuti.

Devi stare attento, perché pure se dormi, quelli arrivano e ti zaccagnano“, ha detto il fratello a Marco Bianchi che ha risposto “Stai tranquillo, non vengono, sono mollicci“.

Il più spavaldo sembra essere Gabriele, che durante un colloquio con la mamma ha affermato: “Mi carico certo, quando vado all’aria che stanno le persone appoggiate, cioè che faccio ma’? io mica mi posso sta a fa.. a insulta’ così, così eh.. quando mi dicono che cosa, io rispondo come un cane“.

Fratelli Bianchi in carcere: “Per farmi uscire è un casino”

Quello che sembra passarsela peggio sembra però Mario Pincarelli, che al padre ha raccontato che “ci stanno alcuni che fanno i pezzi di m*rda“, che “per farmi uscire è un casino, devono chiudere i cancelli manco fossi un infame” e che gli altri detenuti gli urlano di impiccarsi.

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