Gang a Napoli: altri due minori denunciati
Gang a Napoli: altri due minori denunciati
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Gang a Napoli: altri due minori denunciati

Gang a Napoli
violenza

Dopo aver individuato ieri i primi due responsabili, la polizia di Napoli oggi ha reso noto di aver individuato altri due componenti della Gang.

Nel caso del sedicenne colpito violentemente dalle baby gang a Napoli, domenica sera nei pressi della fermata della metropolitana “Policlinico”, due minori sono stati denunciati. A colpire Ciro, sedicenne colpito senza un motivo da altri giovanissimi fuori dalla fermata della metro nel centro di Napoli, sarebbero stati due ragazzini di 15 e 16 anni. Questa mattina altri due minori sono stati identificati e denunciati dalla polizia.

Gang a Napoli presa

I primi due ragazzini identificati, residenti entrambi a Murano, nella provincia di Napoli, sono stati individuati grazie alle testimonianze e all’uso delle videocamere. I due, uno italiano e l’altro di origini rumene, sono adesso denunciati per lesioni gravi. Hanno infatti rotto il naso al malcapitato Ciro. Gli ultimi due individuati invece sono accusati per concorso in lesioni gravi poiché incitavano i loro compagni a picchiare il sedicenne. La dinamica degli eventi è stata ricostruita dalle forze dell’ordine in questo modo: domenica sera intorno alle 21,15 Ciro, stavo tornando a casa dopo un torneo di calcetto con gli amici.

Era in prossimità della metropolitana perché il ragazzo non abita nel centro di Napoli. A quel punto Ciro e i suoi amici si sarebbero imbattuti nei 3 o 4 bulli, seduti su degli scooter. In un primo momento Ciro e gli amici avrebbero ignorato le provocazioni, gli sputi dei bulli. I bulli avrebbero seguito i ragazzi e una volta rimasto da solo Ciro è stato violentemente aggredito. L’obiettivo non era quello di una rapina ma solo una dimostrazione “di forza”, per aumentare la “credibilità di strada”.

Il piano del ministro della Giustizia Orlando

Andrea Orlando, esponente del Partito Democratico e ministro della Giustizia, crede molto nel sistema rieducativo. La proposta, ma difficilmente percorribile per l’alto costo sociale, è quella di portare più maestri di strada, creare maggiori centri di aggregazione nei singoli quartieri di Napoli. Questo impianto “sociale” andrebbe affiancato ad una maggiore efficacia della repressione. Alla domanda se un abbassamento dell’età imputabile minore ai 14 anni sarebbe utile a risolvere il fenomeno delle babygang, il ministro risponde negativamente.

“Servono misure di prevenzione, diverse dalla condanna”. Tra le ipotesi anche le misure relative a togliere l’affidamento dei figli minorenni alle famiglie coinvolte in inchieste di camorra.

La risposta dura del Viminale

Il ministro dell’Interno dal canto suo mostra i muscoli della Polizia: “Verrà rinforzato il controllo dell’ordine pubblico con l’invito di reparti straordinari”. L’obbiettivo è inviare 100 unità nelle zone maggiormente a rischio frequentate dai minori. E’ il programma “Sicurezza Giovani” annunciato dal ministro Minniti, il quale ha anche detto: “Non consentiremo alle baby gang di cambiare le abitudini dei giovani napoletani”. Nel summit in cui è stato presentato il programma di prevenzione erano presenti le maggiori cariche istituzionali delle forze dell’ordine, e presidenti di Tribunale, anche minorile. Anche Minniti ha espresso una prevenzione sociale: il recupero della dispersione scolastica, secondo un modello già varato per il rione Sanità. Al termine del vertice il ministro ha incontrato Arturo, il giovane accoltellato alla gola e al polmone nel centro di Napoli un mese fa, e la madre Maria Luisa Iavarone.

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