L’Autorità Garante della Privacy è finita al centro di un’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge quattro membri del collegio, incluso il presidente Pasquale Stanzione. Le accuse riguardano corruzione e peculato, legate a presunti rimborsi non giustificati, tessere premio e l’uso improprio di missioni e auto di servizio. Il Collegio ha replicato esprimendo “piena fiducia nella magistratura”.
Garante della Privacy nel mirino della Procura di Roma
Un’indagine della Procura di Roma ha investito l’Autorità Garante della Privacy, coinvolgendo quattro membri del collegio, tra cui il presidente Pasquale Stanzione. Le accuse ipotizzate dagli inquirenti sono corruzione e peculato e riguardano la gestione di sanzioni e fondi pubblici.
Nel mirino finiscono, tra gli altri, presunte omissioni o irrisorie penalità inflitte a società come ITA Airways, in cambio di tessere “Volare Classe Executive” del valore di 6.000 euro ciascuna. Al centro dell’attenzione anche rimborsi per spese non legate all’attività istituzionale, utilizzo improprio di auto di servizio e missioni costose, come la trasferta al G7 di Tokyo nel 2023, e presunti vantaggi per immobili locati in prossimità di proprietà familiari.
L’inchiesta è stata avviata dopo i servizi di Report, condotti da Sigfrido Ranucci, che avevano denunciato spese opache e procedure sanzionatorie considerate “disinvolte”. Ranucci ha commentato su Facebook: “Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per i Ray-Ban Stories”.
Garante della Privacy dopo le accuse di corruzione e peculato: “Piena fiducia nella magistratura”
A seguito delle accuse di corruzione e peculato rivolte a quattro membri del collegio, incluso il presidente Pasquale Stanzione, l’Autorità Garante della Privacy ha voluto chiarire la propria posizione con una nota ufficiale. Il Collegio ha sottolineato la volontà di collaborare pienamente con gli inquirenti e di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Come si legge nel comunicato, “Piena fiducia nella magistratura”, confermando l’impegno a proseguire il lavoro a tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini.