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Garante della Privacy, indagato il presidente Stanzione: in corso perquisizioni nella sede

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Garante della Privacy, indagato il presidente Stanzione: la Guardia di Finanza effettua perquisizioni nella sede e sequestra telefoni e computer.

Un’indagine senza precedenti investe il Garante della Privacy: il presidente Pasquale Stanzione sarebbe indagato per peculato e corruzione, mentre gli investigatori starebbero sequestrando dispositivi elettronici alla ricerca di prove su presunti conflitti di interesse e irregolarità nella gestione interna dell’Autorità.

Perquisizioni nella sede del Garante della Privacy: origine dello scandalo e pressioni politiche

Le radici dello scandalo risalgono allo scorso novembre, quando la trasmissione televisiva Report, condotta da Sigfrido Ranucci, aveva messo in luce possibili anomalie nella gestione interna dell’Autorità. In particolare, tra l’1 e il 2 novembre si sarebbe registrata una presenza insolita nella sede del Garante, con persone esterne ai vertici che avrebbero avuto accesso ai locali durante un periodo festivo. Sebbene inizialmente i vertici dell’ente avessero definito le accuse come “bugie”, le indagini odierne suggeriscono che gli inquirenti abbiano trovato elementi sufficienti a giustificare approfondimenti sulla possibile sottrazione o manipolazione di documenti riservati.

La vicenda ha scatenato forti reazioni politiche e sociali. I deputati e senatori M5S hanno chiesto le dimissioni immediate dell’intero Collegio, sottolineando che “restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità. Così si espone l’istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l’intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell’Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere”.

Garante Privacy, perquisizioni a Roma: indagato Pasquale Stanzione

Come riportato dall’Ansa, nella giornata di oggi giovedì 15 gennaio, la Procura di Roma, sotto la guida del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, ha disposto perquisizioni nella sede istituzionale di Piazza Venezia. L’indagine coinvolge il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, insieme a tutti i membri del Collegio, con ipotesi di reato estremamente gravi, tra cui corruzione e peculato.

Gli investigatori avrebbero sequestrato telefoni, computer e altri dispositivi elettronici, “con l’obiettivo di ricostruire la gestione interna dell’ente e raccogliere elementi utili all’indagine”, come riportano fonti investigative. Secondo indiscrezioni, le verifiche potrebbero non limitarsi ai soli reati finanziari, ma estendersi anche a possibili accessi non autorizzati ai sistemi informatici e alla divulgazione di informazioni riservate.

Il contesto assume una dimensione ancora più delicata considerando il ruolo strategico del Garante nella tutela della privacy dei cittadini. In un’epoca in cui il controllo dei flussi digitali è fondamentale per la tenuta democratica, qualsiasi sospetto di irregolarità amministrativa mina la credibilità di un’istituzione nata per garantire la sicurezza dei dati personali.

Come osservano alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, “le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante rappresentano l’ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione”, evidenziando la necessità di proteggere la funzione stessa dell’Autorità da possibili conflitti di interesse.

Gli sviluppi futuri, legati soprattutto all’analisi dei dispositivi sequestrati, saranno decisivi per definire le responsabilità individuali e il futuro assetto dell’ente.