La Striscia di Gaza continua a essere teatro di violenze che colpiscono civili e operatori umanitari. Nelle ultime ore, un attacco dell’esercito israeliano ha colpito un veicolo del Comitato di Soccorso Egiziano, provocando la morte di cinque persone, tra cui tre reporter. Ecco chi erano.
Contesto più ampio degli attacchi a Gaza: morti e feriti in diverse zone
L’attacco al veicolo si inserisce in un contesto di violenze continue nella Striscia di Gaza. Nella giornata di mercoledì, diversi media locali hanno riportato vittime in diverse aree a seguito di attacchi israeliani. Il ministero della Salute di Hamas ha comunicato che dall’alba sono state uccise otto persone e sei sono rimaste ferite, senza però specificare identità o gravità delle ferite.
Tra i morti figurano una donna e un bambino nei pressi di Khan Younis, tre membri della stessa famiglia, incluso un minore, nel campo profughi di Bureij, e i tre fotoreporter nel centro di Gaza.
Gli ospedali hanno confermato la ricezione dei corpi: l’ospedale Nasser di Khan Younis ha registrato la morte di Hanan Hamdan, 32 anni, e di Moatasem al-Sharafi, 13 anni, mentre all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, a Deir al-Balah, sono arrivati i corpi di Sirhan, Muhammad e Mussa al-Rajoudi, rispettivamente di 10, 37 e 22 anni.
Dal cessate il fuoco iniziato 100 giorni fa, secondo fonti israeliane, sono state registrate almeno 483 vittime palestinesi in oltre 1.300 episodi di violazioni, tra cui 169 minori e 64 donne, evidenziando la continua instabilità e il clima di tensione nella regione.
Gaza, raid israeliano colpisce auto del Comitato Egiziano: chi erano i tre reporter uccisi
Un veicolo appartenente all’Egyptian Relief Committee, organizzazione attiva nel fornire aiuti umanitari e servizi di riqualificazione nella Striscia di Gaza, è stato colpito dall’esercito israeliano causando la morte di cinque persone, tra cui tre fotoreporter palestinesi.
Secondo l’IDF, le persone a bordo del veicolo stavano “azionando un drone detenuto dall’organizzazione terroristica, minacciando la sicurezza delle truppe”, motivo per cui le forze israeliane hanno deciso di intervenire con un’azione mirata. Il portavoce militare ha sottolineato che l’operazione è stata eseguita “nel rispetto della catena di comando e delle autorizzazioni previste”.
I media palestinesi hanno identificato i giornalisti uccisi come Abed Shaat, Anas Ghoneim e Muhammad Qashta, quest’ultimo anche collaboratore di un’agenzia umanitaria governativa egiziana. AFP ha ricordato che uno dei reporter aveva in passato lavorato come freelance per l’agenzia francese.
L’aggressione ha suscitato la reazione del Cairo, che ha definito l’attacco un “pericoloso precedente” e ha chiesto chiarimenti alle autorità israeliane. Le vittime si trovavano a filmare un accampamento organizzato dal Comitato egiziano nella zona di al-Zahra, nel centro di Gaza.
🚨 #Breaking : #Israeli strike in #Gaza kills 3 journalists Mohammed Salah Qeshta, Abdul Raouf Shaat & Anas Ghoneim filming aid at a displacement camp. +8 more #Palestinians (incl. 2 children) on Jan,21 amid ongoing ops & #WestBank demolitions, incl. #UNRWA site in E. #Jerusalem. pic.twitter.com/OucUrgw6Gw
— Almuhaqiq (@almuhaqiq777) January 22, 2026