Germania: ipotesi espulsione per gli stranieri senza lavoro
Germania: ipotesi espulsione per gli stranieri senza lavoro
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Germania: ipotesi espulsione per gli stranieri senza lavoro

germania rischio espulsione
germania rischio espulsione

Da una trasmissione radiofonica, la denuncia: i cittadini eu residenti in Germania, senza o in cerca di lavoro, rischierebbero l'espulsione

Quando Angela Merkel aprì le porte della Germania a centinaia di migliaia di migranti, «certamente sottovalutò il rischio di conflitti sociali». Così ammoniva il vice premier e ministro degli Interni Matteo Salvini sulla politica di accoglienza tedesca, in un’intervista alla radio Deutsch Welle. In questo caso il ministro leghista faceva riferimento a diversi episodi di violenza attribuiti ad un’alta percentuale di migranti africani sul territorio tedesco. Ma se è vero che alla Germania spetta il titolo di primatista in accoglienza – con i suoi 325370 richiedenti asilo accolti nel 2017 – è altrettanto vero che lo Stato rappresenta una sorta di “terra promessa” per tutti quei cittadini comunitari che sognano un lavoro ben retribuito, assistenza sanitaria garantita e un futuro migliore per sé e i propri figli magari. Tra questi ci sono molti, moltissimi italiani. Connazionali il cui futuro in terra straniera sembrerebbe ora a rischio. Una circolare recapitata a diversi italiani che vivono in Germania ha ricordato loro che c’è il rischio di un rimpatrio coatto, cioè di un’espulsione, se venissero a mancare le condizioni necessarie alla sussistenza.

Lo annuncia Cosmo, una trasmissione italiana di Radio Colonia.

La denuncia degli immigrati italiani

Non solo agli italiani bensì a tutti gli immigrati stranieri in Germania si rivolge la lettera, recapitata nelle scorse settimane all’indirizzo di molti cittadini comunitari, che peserebbero sul sistema sanitario e assistenziale tedesco. A loro sarebbe garantita, riporta la circolare, «libertà di soggiorno nel territorio federale» a condizione di disporre «di protezione sanitaria e di mezzi di sussistenza sufficienti». Ma in mancanza di tali mezzi il suddetto cittadino «perde il diritto alla libertà di circolazione ed è a rischio di Abschiebung (espulsione)». A “lanciare la bomba”, nel corso di Cosmo, è stata un’immigrata italiana che, dal 2013, vive in Germania: «Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine, se non fossi stata in grado di poterlo pagare io», ha denunciato nel corso della trasmissione. La donna ha raccontato di aver richiesto il sussidio sociale a seguito di una gravidanza che le ha impedito di lavorare. Dopo un’attesa di tre mesi, però, l’Ufficio per gli Immigrati le avrebbe dato una risposta inaspettata: trovi un lavoro o verrà rimpatriata nel suo Paese d’origine.

Una violazione della libera circolazione

A quanto pare, anche il mito della piena occupazione e quel sistema di welfare tipicamente tedesco sta iniziando a vacillare. Se l’allarme che serpeggia nella comunità italiana in Germania, dovesse essere reale, e quindi alle minacce dovesse seguire effettiva espulsione, ciò rappresenterebbe una piena violazione del principio di libera circolazione dei cittadini europei. D’altra parte la Germania non sarebbe l’unica ad aver violato dei principi fondamentali in questo tempo così buio per il futuro di un’Europa epurata da ogni forma di nazionalismo.

La stretta sui sussidi in Germania

Il provvedimento è in linea con quanto stabilito da una legge tedesca varata nel 2017, che alzava da tre mesi a cinque anni la permanenza in Germania per poter accedere ai sussidi, ma in piena collisione con le convenzioni europee. La stretta della Germania sull’accesso ai sussidi troverebbe legittimazione in un fenomeno che gli stessi immigrati italiani lamentano: l’abuso del sistema assistenziale tedesco da parte di numerosi nostri connazionali. Il fatto è che in questo caso non si parla di semplice diniego dei sussidi ma di vera e propria espulsione coatta. Che sembra ingiustificata alla luce del fatto che si tratta di cittadini comunitari. Ma che non dovrebbe stupire proprio l’Italia, il cui governo si è sempre dimostrato favorevole a provvedimenti volti alla tutela dei confini nazionali. O questo riguardava solo i migranti provenienti dal lontano “continente nero”?

L’essenza della UE

Ad ogni modo sulla vicenda si è pronunciato Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri: «Se fosse vero, l’atteggiamento della Germania sarebbe molto grave e andrebbe a colpire l’essenza stessa della UE – ha dichiarato -. L’Italia è messa sotto accusa solo perché cerca di difendere l’Europa dall’immigrazione clandestina e illegale, mentre la Merkel starebbe colpendo un diritto fondamentale di tutti i cittadini dell’Unione». Intanto, sono in corso aggiornamenti per verificare se quanto riportato dalla stampa, dagli esponenti della comunità italiana in Germania e dai responsabili di associazioni e patronati in terra tedesca, corrisponda o meno al vero.

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