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Giulia si butta sotto un treno in corsa facendosi travolgere

Giulia si butta sotto un treno in corsa facendosi travolgere: due anni fa aveva causato un incidente in cui perse la vita il 62enne Valerio Nigrelli

Un treno dell'Alta Velocità

Giulia non regge più il peso di quello che si è attribuita come colpa insanabile e si butta  sotto un treno in corsa, facendosi travolgere assieme a quegli insopportabili sensi di colpa per una morte che involontariamente aveva dato con la sua auto.

Almeno questa pare essere la lettura che la più parte dei media ha dato della morte di Giulia C., una 30enne nata a Dolo ma residente a Perarolo di Vigonza, nel Padovano che nella prima serata del 12 luglio è morta investita da un convoglio Tav nei pressi della stazione di Busa

Giulia si butta sotto un treno: la disperazione per quel 5 luglio 2019

Il 5 luglio del 2019 la donna aveva perso il controllo della sua vettura ed aveva investito il 62enne Valerio Nigrelli che proveniva dal senso di marcia opposto a bordo del suo scooter: l’uomo era rimasto vittima della carambola di vetture innescata dall’auto di Giulia ed era morto.

A seguito di quell’incidente Giulia era stata arrestata per omicidio stradale, anche perché i test effettuati su di lei avevano rivelato la presenza di tracce di cocaina e benzodiazepine, presumibilmente presenti ed attive anche mentre era alla guida. 

Dopo una brutta storia e un patteggiamento Giulia si butta sotto un treno 

Una brutta storia dunque, che avrebbe potuto fungere da innesco perfetto per motivare il gesto estremo che la donna ha messo in atto, ma che per il momento rimane relegato al ruolo di ipotesi più plausibile; il rapporto causa effetto fra due azioni deve giovarsi infatti di temporalità stretta e prove e Giulia non ha lasciato biglietti o messaggi sul web.

Ad ogni modo, dopo quel maledetto 5 luglio, alla 30enne era stata ritirata la patente e dopo un iter processuale breve aveva patteggiato 4 anni di condanna in affido ai Servizi sociali. 

Giulia si butta sotto un treno, ma i parenti della vitttima l’avevano perdonata

Pare che nel corso degli ultimi due anni Giulia si fosse chiusa ancor più in sé, accreditando le ipotesi di quanti, fra i suoi conoscenti, avevano attribuito quei nuovi problemi al rimorso per l’omicidio colposo commesso.

La donna aveva deciso di curarsi presso il Serd territoriale ed aveva scritto una lettera ai congiunti della vittima di quell’incidente allo scopo di chiedere scusa. E il figlio di Valerio, Guido, dopo aver appreso del suicidio di Giulia, ha spiegato al Corsera che loro l’avevano perdonata: “Certo, ci abbiamo messo un po’ ma avevamo capito, ci dispiace tantissimo per questa tragedia”. Il dato empirico è che Giulia si è uccisa in uno dei tanti, troppi incidenti che vedono persone fragili o piegate dalla vita scegliere di  farla finita su un binario, quello ipotetico ma molto plausibile è che lo abbia fatto per l’angoscia insopprimibile della morte che suo malgrado aveva dato. 

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