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Green Pass, Consiglio di Stato respinge ricorso no-vax: “Certificato legittimo, non viola la privacy”

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricordo presentato da un gruppo di no-vax asserendo che il Green Pass è legittimo e non viola privacy dei cittadini.

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Il Consiglio di Stato si è espresso in merito al ricorso contro il Green Pass presentato dai no vax, asserendo che chiedere ai cittadini di esibire il certificato verde non viola la privacy.

Green Pass, Consiglio di Stato respinge ricorso no-vax: “Certificato legittimo, non viola la privacy”

Nella giornata di venerdì 17 settembre, il Consiglio di Stato ha stabilito che chiedere di esibire il Green Pass è una procedura legittima che non viola la privacy dei cittadini. Attraverso una pronuncia in sede cautelare, inoltre, il Consiglio di Stato ha anche ribadito l’efficacia e la validità delle disposizioni presentate con il dpcm del 17 giugno, con il quale è stata introdotta la procedura relativa al certificato verde.

Inoltre, il Consiglio di Stato ha anche validato la decisione n.

4281/2021 espressa dal Tar del Lazio. In questo modo, è stato respinto il ricorso presentato da quattro cittadini italiani non vaccinati che considerano il meccanismo insito nel Green Pass come un pregiudizio della riservatezza sanitaria del singolo. Inoltre, per i quattro cittadini non vaccinati, una simile politica si configurerebbe in contrapposizione con la disciplina europea che regola la protezione dei dati sanitari.

Green Pass, Consiglio di Stato: il ricorso presentato dai no-vax

La pronuncia del Consiglio di Stato, quindi, ribadisce che l’introduzione del Green Pass non comporta alcun tipo di pregiudizio né discriminazione dei confronti delle persone non vaccinate. Al contrario, è stato sottolineato come, nonostante il Green Pass, venga tutelata la libera autodeterminazione di coloro che decidono di non voler aderire alla campagna vaccinale contro il coronavirus.

Per il Consiglio di Stato, l’obiettivo principale da perseguire è l’interesse pubblico e, per realizzare tale obiettivo, è necessario riconoscere e rispettare le misure di tutela adottate dal Governo italiano.

Il certificato verde, inoltre, viene considerato uno strumento indispensabile per procedere alla “progressiva ripresa delle attività economiche e sociali”.

Green Pass, Consiglio di Stato respinge ricorso no-vax: le disposizioni dell’UE

In conclusione, il Consiglio di Stato ha rilevato che il Green Pass non causa alcuna violazione della privacy mentre è uno strumento fondamentale per garantire la riapertura delle attività commerciali e la ripresa economica del Paese. Del resto, il certificato verde è una delle misure previste in contesto europeo. La misura è ineludibile e garantisce la massima libertà per quanto riguarda viaggi e spostamenti in Europa, rispondendo pienamente alle disposizioni dell’UE volte a tutelare la salute pubblica in ambito sovranazionale.

Infine, il Consiglio di Stato ha anche riferito che la tesi promossa dai quattro ricorrenti secondo i quali il vaccino anti-Covin non conferirebbe piena immunizzazione contro il virus rappresenta un “falso lasciapassare di immunità” e si pone in contrasto con le ricerche e gli studi scientifici sinora condotti.

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