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Il cinema è in lutto: morto Francesco Rosi

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Aveva novantadue anni, il regista napoletano Francesco Rosi, autore di pellicole che hanno fatto la storia del cinema italiano: “Dimenticare Palermo”, “Le mani sulla città”, “Cronaca di una morte annunciata”. Rosi è morto nella sua casa a Roma. La sua carriera cinematografica comincia dopo una gavetta come illustratore di libri per bambini, nel 1946, quando viene chiamato a fare l’aiuto regista del grande Luchino Visconti nei film “La terra trema” e “Senso” del 1953.

Nel 1958 Rosi realizza il suo primo lungometraggio, e di lui si ricorda soprattutto l’aver lanciato il filone del film-inchiesta.

Il film più famoso diretto da Francesco Rosi è stato senz’altro “Le mani sulla città” (1963), nel quale emerge con forza il legame tra i diversi organi dello Stato e lo sfruttamento edilizio esistente a Napoli. Il film ha conquistato il Leone d’Oro al Festival di Venezia, e ha dato la possibilità al regista di ottenere la laurea ad honorem in “Pianificazione territoriale urbanistica ed aziendale” presso l’Università di Reggio Calabria.


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