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Il Piano scuola alle Regioni il 29 luglio, lo dicono fonti del Ministero

Il Piano scuola alle Regioni il 29 luglio, lo dicono fonti del Ministero: mascherine trasparenti, distanziamento, orari scaglionati e trasporti

Il Piano Scuola sarebbe pronto

Il Piano Scuola sarà sottoposto al vaglio alle Regioni il 29 luglio, lo dicono fonti interne del Ministero che spiegano come sarà il ministro Patrizio Bianchi ad illustrarlo nel corso della Conferenza Stato-Regioni nei suoi punti salienti, fra i quali spicca quello per cui non dovrebbe essere prevista la vaccinazione obbligatoria d’ambito.

E il condizionale è d’obbligo, visto che si tratta di un argomento talmente in divenire e talmente legato all’identitarismo dei soggetti istituzionali e politici che lo affrontano da non essere immune da sorprese “last minute”. 

Piano scuola alle Regioni il 29, Bianchi dà le percentuali dei vaccinati

Durante il summit con le sigle sindacali di categoria il ministro Bianchi era comunque partito da un dato: a livello nazionale l’85,5% del personale scolastico risulta vaccinato.

La ripresa delle lezioni in presenza è uno degli obiettivi dello stesso premier Mario Draghi, il che presuppone però soluzioni e step specifici, soprattutto in tema di vaccinazioni. Sul tema per il momento vige la solita “forte raccomandazione” di italica matrice, quindi il disimpegno legislativo del Governo, che sul tema non è compatto e rischia strappi. 

La Floridia sul Piano scuola alle Regioni il 29: “Nessun obbligo vaccinale”

La stessa sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, dei Cinquestelle, lo aveva detto chiaramente: “In questo momento non si può subordinare la riapertura delle scuole all’obbligo vaccinale”.

Qualche giorno fa i dirigenti scolastici avevno premuto per la  soluzione inversa, ma la linea attuale pare definita. Ad ogni modo il documento verrà presentato entro venerdì alle Regioni con una serie di linee guida già definite, fra cui spiccano l’utilizzo delle mascherine trasparenti per non pregiudicare la comunicazione, il distanziamento, orari scaglionati e, si spera, un piano trasporti adeguato. Ma è roba di contorno, sia pur importantissima, il nodo vero è quello dei vaccini e dei protocolli per le persone non vaccinate. 

Piano scuola alle Regioni il 29, cosa succederà se i numeri non migliorano

La parola “obbligo” per ora non è in carnet, neanche per il personale, ma i dati sulla campagna vaccinale e sui contagi potrebbero determinare modifiche in corso d’opera. Che significa? Che se nelle prossime settimane i dati sulle fasce di età interessate e sui contagi non dovessero migliorare, si potrebbe passare da raccomandazione ad obbligo. Vero è infatti che se oltre l’85% del personale sarebbe vaccinato, le percentuali sugli studenti sono mininal. Il tutto sulla scorta di una sorta di “linea diretta” fra il ministro Bianchi e gli uffici commissariali presieduti dal generale Figliuolo.

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