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Irene Pivetti, sequestrate alla sua società 1,3 milioni di mascherine Ffp2 importate dalla Cina 

Irene Pivetti, sequestrate alla sua società 1,3 milioni di mascherine. Il Gip: "L’apposizione della sigla identificativa KN95 espediente per ingannare"

Irene Pivetti

Ancora guai giudiziari per Irene Pivetti culminati in provvedimenti della magistratura: alla sua società sono state sequestrati 1,3 milioni di mascherine Ffp2 non idonee importate dalla Cina. La tipologia di mascherine è sia FFP2 che KN95, ed il valore commerciale della merce messa in “immobilità giudiziaria” è di oltre 3 milioni e duecentomila euro.

Ad operare la Guardia di Finanza della Compagnia di Savona su delega di Polizia Giudiziaria effettuata della Procura di Busto Arsizio. E il perché del sequestro è inquietante ancorché presuntivo: quei dispositivi di protezioni avrebbero una capacità di filtraggio inferiore rispetto a quanto promesso.

Irene Pivetti, sequestrate le mascherine cinesi per Protezione Civile e Regione Toscana

Spieghiamola meglio partendo dall’origine delle mascherine e dalle origini del caso, che nel sequestro di queste ore ha solo una tappa.

I dispositivi sono di provenienza cinese e stoccati in alcuni magazzini della Lombardia. Di essi parte era destinata alla Protezione Civile e la restante all’Ente di supporto tecnico amministrativo per la Regione Toscana. Parliamo, secondo quanto sostiene Luisa Bovitutti, il Gip che ha validato il sequestro, di dispositivi contraffatti: “Le mascherine fornite sono significativamente diverse da quelle pattuite quanto meno per qualità, in quanto hanno un potere filtrante molto inferiore rispetto allo standard promesso, e non possono essere neppure commercializzate in assenza di adeguata certificazione”.

Mascherine sequestrate ad Irene Pivetti: cosa sostiene il giudice

E per tabulas viene indicato anche una sorta di “trucco” per validarle: “L’espediente utilizzato per farle apparire fungibili è da individuarsi nell’apposizione della sigla identificativa KN95, che ha tratto in inganno il Dipartimento di protezione civile il quale, in condizioni di estrema emergenza, ha ritirato e distribuito il primo lotto con la convinzione che esse avessero caratteristiche sovrapponibili a quelle europee marcate FFP2”.

I due lotti hanno corpo numerico differente: circa 1 milione e 200mila unità sono in un magazzino di Segrate ed erano quelle per la Protezione Civile. Il lotto complessivo constava di 10 milioni di mascherine, per un importo totale di commessa di cui era aggiudicataria la società della Pivetti, Only Italia Logistics, pari a 23 milioni di euro Iva esclusa, rimasta inevasa.

Da dove nasce il fascicolo sulle mascherine sequestrate ad Irene Pivetti

E le origini del procedimento? Sono da ricercarsi in un primo sequestro operato in una farmacia di Savona, di 1780 mascherine. In quel caso gli operanti avevano seguito l’usta procedurale dell’evasione dei dazi di dogana per circa 240mila euro. Tutti i procedimenti a carico dell’ex presidente della Camera sono allo stato fascicolare, e solo il loro prosieguo e l’eventuale maturazione della prova in un ipotetico dibattimento daranno contezza dei reati che per ora le sono contestati dalla parte requirente.

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