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Narges Mohammadi, condizioni gravi dopo 140 giorni di detenzione: "Scarcerarla con urgenza"

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Narges Mohammadi ricoverata d’urgenza dopo due svenimenti e una crisi cardiaca in carcere, con appelli internazionali per cure specialistiche.

La vicenda di Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace 2023 e attivista per i diritti umani in Iran, ha riacceso l’attenzione internazionale sulle condizioni dei detenuti politici nel Paese. Il suo recente e grave peggioramento di salute in carcere, insieme alle denunce di maltrattamenti e alla richiesta di cure urgenti negate o ritardate, ha trasformato il suo caso in un nuovo punto di tensione tra Teheran e la comunità internazionale.

Emergenza sanitaria e ricovero urgente per la Nobel per la Pace Narges Mohammadi

La situazione clinica di Narges Mohammadi, attivista iraniana e Premio Nobel per la Pace 2023, è precipitata dopo circa 140 giorni di detenzione continuativa. Secondo le ricostruzioni di Reuters, negli ultimi giorni avrebbe registrato forti oscillazioni della pressione arteriosa, dolori toracici intensi e diversi episodi di malessere acuto.

In carcere avrebbe perso conoscenza due volte nel giro di poche ore: dopo il primo svenimento sarebbe stata soccorsa nell’infermeria della prigione, ma avrebbe inizialmente rifiutato il trasferimento all’ospedale di Zanjan chiedendo di essere seguita dai propri medici. Poco dopo, un secondo collasso avrebbe reso necessario il ricovero immediato.

Le autorità carcerarie hanno quindi disposto il trasferimento d’urgenza in ospedale, dove è stata ricoverata in terapia intensiva cardiologica dopo quello che è stato descritto come un “catastrofico peggioramento del suo stato medico”.

La fondazione a lei intitolata parla di condizioni «gravemente peggiorate», mentre il presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jørgen Watne Frydnes, ha dichiarato che “senza accesso a tali cure, la sua vita rimane in pericolo“.

Secondo i medici, dopo un sospetto arresto cardiaco e ulteriori complicazioni neurologiche, la priorità non sarebbe più soltanto cardiologica ma anche neurologica, con indicazione a un trasferimento a Teheran per cure specialistiche e un’angiografia. Attualmente, riferiscono fonti vicine alla famiglia, la paziente sarebbe instabile, necessiterebbe di ossigeno e presenterebbe pressione altalenante e nausea persistente.

La Nobel per la Pace Narges Mohammadi ricoverata in terapia intensiva: “Scarcerarla con urgenza”

Mohammadi era stata nuovamente arrestata nel dicembre 2025 e si trova in carcere per accuse di “assembramento e collusione contro la sicurezza nazionale» e «propaganda contro il regime della Repubblica Islamica“. La sua detenzione si è inserita in un lungo percorso repressivo: negli anni precedenti è stata incarcerata più volte, condannata complessivamente a decine di anni di reclusione e a frustate per il suo impegno a favore dei diritti umani, contro la pena di morte e per la libertà delle donne in Iran. Figura centrale del movimento “Donne, Vita, Libertà”, è considerata dalle autorità una minaccia alla sicurezza nazionale.

Durante la detenzione più recente, è stata trasferita dal carcere di Mashhad a quello di Zanjan, una misura definita «irregolare» dal marito Taghi Rahmani, che nei mesi scorsi aveva denunciato anche che l’attivista “è stata picchiata con grande violenza e le sue condizioni fisiche sono molto provate“. La Fondazione Mohammadi sostiene inoltre che una commissione medica avesse già raccomandato la sospensione temporanea della pena per consentire le cure, richiesta rimasta senza seguito.

A seguito del peggioramento delle sue condizioni, il Comitato Nobel e diverse organizzazioni internazionali hanno chiesto il suo immediato trasferimento a Teheran e la liberazione, sottolineando che “è in carcere unicamente a causa delle sue attività pacifiche in campo dei diritti umani“. Anche la famiglia e gli attivisti chiedono che venga assistita dal suo team medico storico, mentre cresce la pressione diplomatica affinché le venga garantito accesso immediato a cure adeguate e venga scongiurato un esito irreversibile.

 

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