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La nuova vita della bambina vietnamita bruciata dal napalm americano

Sicuramente molti di voi si ricorderanno la bambina bruciata dal napalm americano. Oggi vi mostriamo e raccontiamo la sua nuova vita.

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La nuova vita della bambina vietnamita bruciata dal napalm americano

L’8 giugno 1972 la guerra del Vietnam era ancora in corso e tre anni dopo mieteva le sue vittime con conseguenze terribili e devastanti per tutti. I nordvietnamiti e i sudvietnamiti guerreggiarono a lungo nel centro abitato. Proprio quello stesso giorno, durante la guerra del Vietnam, la piccola Kim era con la famiglia.

La piccola si trovava con la famiglia nel tempio Cao Dai. Il tempio Cao Dai è un luogo in cui si professa una religione monoteista fondata nel Novecento. Sull’edificio per via dei sudvietnamiti, vennero lanciate delle bombe al napalm. Il napalm per chi non lo sapesse è una sostanza terribile, acida e corrosiva che divora tutto: dal legno alle pietre sino alle persone. Il braccio sisnistro della piccola Kim bruciò e con lei tutti i suoi vestiti.

La bambina provò a strapparsi gli abiti, ma non ci riuscì. A quel punto, insieme ai fratelli e ai cugini cominciò a urlare e a gridare dal dolore. La bambina urlava brucia, brucia, riferendosi alle ustioni. La bambina si unisce poi ai soldati sudvietnamiti come si vede nella foto scattata da Ut. Proprio durante il percorso della bambina, ci fu il fotografo Ut, il quale la prese e la portò in ospedale.

Un terzo del corpo della piccola di 9 anni era ustionato in modo grave. Solitamente basta anche solo il 10% affinché si muoia. Lei, non si sa come, è riuscita a salvarsi, nonostante i vestiti fossero in fiamme e la pelle fosse ustionata.

Phan Thi Kim Phuc

La sua storia commosse il mondo intero. Il primo ministro del Vietnam, Phạm Văn Đồng, conobbe questa bambina e le permise di studiare a Cuba. A Cuba conobbe un vietnamita con il quale si sposò nel 1992. In seguito la luna di miele venne fatta a Mosca e poi in Canada dove vive tuttora insieme ai due figli. Kim Phuc continua a stare male, a soffrire per le terribile ferite riportate di quando era bambina e quando il napalm le rovinò la vita.

La donna ha raccontato che solo quando andrà in Paradiso non soffrirà più e non ci saranno più cicatrici per lei. Una dermatologa di Miami le ha proposto una cura con il laser per lenire il dolore. La dermatologa si è anche offerta di aiutarla per quanto riguarda i trattamenti e di non farglieli pagare. I trattamenti di questo tipo sono molto costosi e arrivano a costare tra i 1500 e i 2000 dollari. La dermatologa ha raccontato che i trattamenti saranno utili in quanto ridurranno le cicatrici che sono presenti soprattutto nel braccio sinistro, nel collo e nella schiena. La dermatologa afferma che la aiuteranno a lenire i dolori dal momento che il fuoco è stato attaccato al suo corpo per molto tempo. I trattamenti con il laser offerti dalla dermatologa sono utili soprattutto per chi ha subito ustioni, comprese quelle da napalm.

La dermatol0oga ha deciso di curarla a titolo gratuito in quanto il suocero aveva avuto modo di parlare con lei e ne era rimasto molto colpito. Inoltre, Ut che Kim chiama zio, gli è sempre stato accanto in questo percorso e continuerà ad appoggiarla.

La donna, propria per via del braccio, non ha potuto fare nulla e si dispiace. Le è mancato giocare con gli amici, arrampicarsi sugli alberi e non ha potuto suonare il pianoforte. Si è sentita una disabile proprio per questo.

Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.


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Simona Bernini

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