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Le “Metamorfosi” di Marilyn Monroe
Cultura

Le “Metamorfosi” di Marilyn Monroe

In occasione del 50° anniversario della morte di Marilyn Monroe che cade il prossimo 5 agosto, il mercato è invaso da decine di libri, dvd e qualsiasi altro tipo di merchandising riguardante la famosa stella di Hollywood. Marilyn Monroe più di ogni altro mito rappresenta la doppia faccia della medaglia del mondo incantato e scintillante dello star system. Se da una parte le migliaia di foto glamour ci fanno pensare ad una vita dorata e splendente, dall’altra, attraverso le sua tormentata vita privata, conosciamo la tremenda solitudine che aveva dentro di sé. Bellezza, celebrità, fascino, ricchezze non riuscivano a colmare l’immenso vuoto lasciato dalla triste infanzia che segnò tutta la sua vita travagliata. Tra le tante pubblicazioni in uscita, sicuramente degno di essere acquistato è un meraviglioso album fotografico dal titolo “Metamorfosi”, che come recita il titolo, racconta appunto “fotograficamente” il percorso artistico e umano di Marilyn Monroe con le immagini e le parole di chi l’ha conosciuta: da Norma Jeane, semplice ragazza di provincia, a Marilyn Monroe, sex symbol di Hollywood.

In una vita ricca di successo e di dolore, Marilyn ottenne il massimo in tempi assai brevi; il suo impatto fu straordinario, e anche dopo la sua morte, il suo mito continua ad affascinare il mondo intero. Il fascino senza tempo del suo viso e della sua personalità fuori dal comune, la donna bambina e la femme fatale vengono raccontate attraverso gli scatti di alcuni tra i più grandi maestri della fotografia, come Richard Avedon, Cecil Beaton, Milton Greene e Andrè de Dienes. Attraverso questo volume, a cura di David Wills, edito da Rizzoli, si racconta come la vita della Diva e la sua immagine leggendaria restino vive di generazione in generazione, diventando ormai incancellabili. Come un’opera d’arte in progress, il volto di Marilyn si è perfettamente adattato al trascorrere dei decenni. In un mondo dove tutto è ormai è imitazione, dove tutto può essere un prodotto, utilizzato e buttato dai media e dalla cultura giovanile, lei è sopravvissuta, la sua immagine e la sua influenza resistono ovunque.

Un’immortalità che ha pagato forse con l’infelicità, ma pur sempre riuscendo a realizzare i propri sogni. Il dottor Herman M. Beerman, intervistato molti anni dopo il famoso parto del 1° giugno 1926, dichiarò: “Era come tutti gli altri bambini che ho fatto nascere, identica a tutti gli altri”. Poiché tutte le vite sono uguali alla nascita, il suo percorso avrebbe potuto portarla in tante direzioni diverse: madre, segretaria, insegnante, assistente sociale, donna d’affari, ambasciatrice. Norma Jeane scelse di diventare Marilyn.

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