Scontro a Porta a Porta tra Francesco Boccia e Galeazzo Bignami sulla nuova legge elettorale. Al centro del confronto, il premio di maggioranza e il precedente dell’Italicum, con accuse incrociate e riferimenti alle posizioni assunte in passato dal Partito democratico.
Legge elettorale, confronto acceso tra Boccia e Bignami a Porta a Porta
La nuova legge elettorale torna al centro del confronto politico e accende anche lo studio di Porta a Porta, dove Francesco Boccia e Galeazzo Bignami si sono scontrati sul premio di maggioranza e sul precedente dell’Italicum.
Il capogruppo del Pd al Senato ha ribadito le critiche dell’opposizione alla riforma promossa dalla maggioranza, mentre l’esponente di Fratelli d’Italia ha richiamato la posizione tenuta dal dem durante l’approvazione della legge elettorale del 2015. “L’Italicum prevedeva un premio al 40%, capilista bloccati, esattamente come adesso, e un premio di 93 deputati.
Non lo ricordo al senatore Boccia, perché la votò? L’Italicum”, ha affermato Bignami. Boccia ha replicato con un “Non si è informato”, provocando la risposta del deputato di FdI: “Chi l’ha votato? Boccia e Francesco, un gemello?”.
Va precisato che il testo attualmente in Parlamento prevede un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Il Senato lo ha approvato con modifiche il 15 settembre e il provvedimento dovrà quindi tornare alla Camera.
Il precedente dell’Italicum e la replica di Fratelli d’Italia a Boccia
Il botta e risposta è proseguito proprio sull’effettiva entrata in vigore dell’Italicum. “Quella legge non è mai entrata in vigore”, ha sostenuto Boccia, mentre Bignami ha replicato: “No, è entrata in vigore”. Su questo punto, la legge n. 52 del 6 maggio 2015 entrò formalmente in vigore il 23 maggio 2015, mentre le disposizioni relative all’elezione della Camera divennero applicabili dal 1° luglio 2016. L’Italicum, tuttavia, non fu mai utilizzato per eleggere il Parlamento e nel 2017 la Corte costituzionale intervenne eliminando, tra le altre cose, il ballottaggio previsto dal sistema.
La normativa originaria assegnava 340 seggi alla lista capace di raggiungere almeno il 40% dei voti e prevedeva i capilista bloccati. Stando a quanto riportato da Fratelli d’Italia, quanto alla posizione di Boccia, dagli atti della Camera pare risulti che il 30 aprile 2015 votò a favore della fiducia sull’articolo 4 dell’Italicum; il voto finale del 4 maggio, invece, si svolse a scrutinio segreto e quindi non permette di attribuire pubblicamente il voto ai singoli deputati.
A tal proposito, dopo il confronto televisivo, Fratelli d’Italia è intervenuta sui social tornando all’attacco del senatore dem: “Oggi critica il premio di maggioranza, ma pochi anni fa votava una legge elettorale con un meccanismo persino più incisivo”.
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