Marisa Laurito torna a far sentire la propria voce su un tema politico, affidandosi all’ironia che da sempre contraddistingue il suo modo di esprimersi. L’attrice, amatissimo volto del teatro e della televisione italiana, ha firmato uno dei ricorsi contro la nuova legge elettorale, contestando alcuni aspetti della riforma che, a suo giudizio, rischiano di incidere su principi costituzionali.
La sua critica è accompagnata da una metafora culinaria decisamente pungente: il provvedimento sarebbe come un “fegato alla veneta senza la retina“, un’immagine con cui Laurito esprime senza mezzi termini la propria contrarietà.
L’impegno civile dell’artista non è una novità. Presidente dell’associazione Fermatevi!, attiva con appelli per la pace e iniziative umanitarie, Laurito si è esposta anche sul conflitto in Medio Oriente, partecipando a campagne per chiedere la fine delle ostilità in Palestina, il rilascio degli ostaggi e l’interruzione delle forniture di armi a Israele.
Un’attività che, precisa lei stessa, non significa voler entrare in politica: “La politica non è il mio mestiere“.
Perché Marisa Laurito contesta la nuova legge elettorale
La decisione di firmare i ricorsi nasce da una contrarietà che l’attrice spiega con chiarezza. “Questo testo non mi piace, va a toccare la Costituzione“, afferma, contestando anche la consuetudine per cui ogni nuovo governo tende a intervenire sulle regole elettorali.
Secondo Laurito, sarebbe preferibile arrivare a una legge stabile, capace di durare nel tempo, invece di rimettere continuamente in discussione il sistema.
L’artista condivide inoltre alcune delle obiezioni sollevate dalle forze del cosiddetto Campo largo e dalla rete civica che promuove le iniziative legali. Tra i punti contestati figurano il premio di maggioranza, giudicato eccessivo dai critici della riforma, l’impossibilità per gli elettori di scegliere direttamente i capilista e l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. Quest’ultimo aspetto, secondo i promotori dei ricorsi, potrebbe sollevare interrogativi sui poteri e sulle prerogative del presidente della Repubblica.
Laurito ribadisce così la propria posizione, senza rinunciare al tono ironico che accompagna anche le sue prese di posizione più serie. Nel frattempo, continua a lavorare in teatro e a preparare lo spettacolo Madri per sempre, di Marta Barceló.
L’ammirazione per Mattarella e i ricorsi davanti alla Consulta
Nel suo intervento, Laurito riserva parole di grande stima al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alla domanda su come interpreti la firma del capo dello Stato sulla legge, risponde: “Mattarella è un genio. Lo amo perdutamente“. L’attrice aggiunge di augurarsi che in futuro l’Italia possa continuare ad avere un presidente non espressione di un singolo partito, ma rappresentante di tutti gli italiani.
La vicenda si inserisce in un confronto giuridico e politico più ampio. Secondo quanto riportato, sono già stati presentati 30 ricorsi alla Corte costituzionale, nei quali vengono sollevati sei dubbi di costituzionalità. Tra gli aspetti contestati figurano il premio di maggioranza al Senato e i requisiti relativi alla raccolta delle firme.
Sarà la Corte costituzionale, qualora investita delle questioni secondo le procedure previste, a valutare gli eventuali profili di illegittimità. Le contestazioni dei ricorrenti non equivalgono infatti a una dichiarazione di incostituzionalità della legge. Intanto, la presa di posizione di Laurito conferma il suo impegno nel dibattito pubblico, mantenendo una netta distinzione tra partecipazione civile e ambizioni politiche personali.
